"Non siamo delinquenti, siamo gli studenti del Pesenti": l'istituto contro il pregiudizio - BergamoNews
Canzone e video

“Non siamo delinquenti, siamo gli studenti del Pesenti”: l’istituto contro il pregiudizio

Il primo istituto ad avere terminato il lavoro di alternanza con il nostro giornale è il Cesare Pesenti di Bergamo che ha voluto concentrasi sul tema dei luoghi comuni, specialmente quelli che denotano la loro scuola

Bergamonews quest’anno ha concordato un progetto di alternanza scuola lavoro con sei istituti della bergamasca, il più diversi tra loro: dai licei, agli istituti tecnici, alle scuole private, sia di città che di provincia. Il “project work”, legato al progetto di Bgy (il giornale dei giovani), è rivolto ad un’intera classe al fine di introdurre i ragazzi al mestiere di giornalista e farli appassionare alla vita di redazione e di inviato.  Il compito degli studenti è scegliere un argomento da sviluppare nelle modalità più inclini alla loro fantasia: articolo, video, canzone, disegni e molto altro!

Il primo istituto ad avere terminato il lavoro è il Cesare Pesenti di Bergamo che ha voluto concentrasi sul tema dei luoghi comuni, specialmente quelli che denotano la loro scuola. Per parlare di questo argomento non solo hanno realizzato una video-intervista alle persone che vivono e amano l’istituto (LEGGI QUI), ma hanno anche composto una canzone rap, carica di talento.

“Non siamo delinquenti, siamo gli studenti della Cesare Pesenti”.

È con questa frase che i giovani dell’istituto rispondono alle provocazioni della gente, che il più delle volte etichetta e affibbia alla scuola luoghi comuni spesso estremizzati e riconducenti all’idea di un istituto ritenuto ai margini della società e privo di speranze per chi lo frequenta. Per la verità, questo è un mal costume che non risparmia alcuna scuola: al liceo Lussana vanno i “fighetti”, al liceo Artistico gli “sfattoni”, al liceo Secco Suardo le “snob” e al liceo Sarpi i “secchioni”; gli studenti sono continuamente soggetti a pregiudizi, spesso infondati, che si perpetuano per anni dando una immagine distorta soprattutto alle famiglie in fase di scelta.

Ma al “Pesenti” la situazione è più grave, nonostante la nostra scuola sfrutti ogni possibilità per abbattere i pregiudizi impegnandosi, giorno dopo giorno, contro avversità interne ed esterne. Molti di questi risultati si vedono soprattutto quando si parla di formazione al lavoro: nonostante la crisi che ci ha colpito negli ultimi anni, il nostro istituto vanta numerosissime opportunità di lavoro per gli studenti che si diplomano e si avvale di diverse testimonianze di vari studenti che, dopo essersi diplomati, hanno intrapreso una brillante carriera a livello nazionale o addirittura internazionale.

Ma il Pesenti non è solo questo: chi lo frequenta e chi lo ha frequentato sa che possiede qualcosa di magico: insegna a saper stare insieme e a sapersi accettare. La nostra scuola è soprattutto “scuola di vita” : è una struttura in cui si insegna e si impara che nessuno è diverso. E dove, soprattutto, si incontra la vita, quella reale, che è già presente sui banchi dove si formano i legami autentici, “colorati” e duraturi.

Quale formazione migliore potremmo desiderare se non quella di condividere gran parte delle nostre giornate con ben 52 etnie diverse? L’Istituto “Pesenti” rappresenta un “Melting pot”, un significativo miscuglio di culture, di religioni e storie che arricchiscono e ci rendono unici nella nostra fisionomia e non è per nulla vero ciò che si legge in un articolo apparso sul “Corriere della Sera” intitolato: “Prof (al Pesenti) snobbate degli studenti stranieri”. Non è vero! Gli studenti stranieri non snobbano, ascoltano, come ascolta chi straniero non è. Ogni scuola ha una sua specificità e noi difendiamo orgogliosi la nostra, esaltandola per la sua unicità, per la sua fantasia, per la sua eterogeneità, che rappresenta una straordinaria potenzialità educativa.

Scuola Pesenti, sei unica al mondo!

Ecco la loro canzone: LEGGI QUI IL TESTO

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