Sommersi dagli emendamenti: la lunga notte in commissione per la manovra
È l’una e mezza di notte. Il settimo giorno di votazioni della legge di bilancio è da poco iniziato, e ancora non vediamo la luce in fondo al tunnel
È l’una e mezza di notte. Il settimo giorno di votazioni della legge di bilancio è da poco iniziato, e ancora non vediamo la luce in fondo al tunnel. li emendamenti del relatore e le riformulazioni si accumulano sui nostri tavoli, che ormai sono ingombri di pile e pile di carta. Siamo nell’era di Internet, ma la carta la fa ancora da padrona in Commissione bilancio.
Il viceministro Enrico Morando – un vero stakanovista delle sedute notturne – accusa i primi segni di stanchezza. Il presidente della commissione, nonché relatore del provvedimento, Francesco Boccia, idem.
Fuori dalla sala del Mappamondo il clima è da bivacco. I funzionari ministeriali vanno e vengono, i (pochi) generi di confronto disponibili vengono presi d’assalto. Un piccolo spazio semi-clandestino è riservato ai fumatori in crisi di astinenza da nicotina. I corridoi sono popolati di deputati inquieti che fanno la spola con la sala della commissione agricoltura, che è diventata il campo-base di chi decide la vita o la morte di un emendamento: i funzionari del MEF, impegnati in trattative defatiganti con i portabandiera dei gruppi politici della maggioranza.
Fanno capolino anche alcuni deputati di opposizione, perché nel cuore della notte – quando arrivano le decisioni vere – ognuno vuole lasciare il proprio segno sulla legge di bilancio.
Vado e vengo dal “campo-base” anche io: insieme ai miei colleghi orobici sto cercando di resuscitare un emendamento che ci sta molto a cuore perché – pur avendo una valenza generale – aiuterebbe molto una primaria istituzione del nostro territorio.
Non dico di più per scaramanzia (e per lasciare ai lettori un pizzico di suspance…). Avevamo trovato una riformulazione accettabile per gli occhiuti funzionari della Ragioneria generale dello Stato ed eravamo pronti a festeggiare, ma il ministero competente ha inviato una relazione tecnica riferita alla versione precedente dell’emendamento, e tutto si è bloccato. Abbiamo pressato il ministero e la relazione tecnica aggiornata è finalmente arrivata. Abbiamo soprannominato l’emendamento “Lazzaro, alzati e cammina”. Vedremo se sopravviverà alla nottata: come direbbe il Trap, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.
Per il momento, a quest’ora di notte, ci accontentiamo di averlo salvato da morte certa.


