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Vittorio De Scalzi è il suonatore Jones e canta Faber

Sabato 23 dicembre tradizionale Concerto di Natale nella splendida chiesa di San Martino a Leffe.

Sabato 23 dicembre tradizionale Concerto di Natale nella splendida chiesa di San Martino a Leffe. L’evento, organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Leffe con la collaborazione della parrocchia San Michele Arcangelo e Geomusic, vede un duo d’eccezione interpretare brani famosi di cantautori italiani, scelti tenendo conto della ricorrenza natalizia e con particolare riguardo all’opera del grande Fabrizio De André. E non poteva essere diversamente per Vittorio de Scalzi, voce e chitarra degli immortali New Trolls, che con il grande genovese firmò tutti i brani di “Senza orario senza bandiera”, realizzato e distribuito nel 1968, primo vero concept album del prog italico. Con lui Edmondo Romano, polistrumentista di lungo corso alle prese con sax soprano, clarinetto, low whistle, mizmar, cornamusa e flauti. Emozioni garantite con finale a sorpresa. L’evento è un’originale occasione per lo scambio degli auguri natalizi.

Vittorio De Scalzi è “il suonatore Jones”, il personaggio creato da Edgard Lee Masters nella “Antologia di Spoon river” ed immortalato da Fabrizio De Andrè in “Non al denaro, non all’amore né al cielo” . Per Masters è il “Violinista Jones” che Fabrizio trasformò in Suonatore di Flauto, ma il filo che li unisce è il medesimo: una vita trascorsa con la propria musica a rallegrare, consolare, commuovere; sentimenti che Vittorio (che collaborò alla realizzazione del disco) ricrea in questo spettacolo.

Novello “Jones”, accantonata momentaneamente la band Rock, racconta e si racconta, dando vita ad una performance dal carattere acustico, in un viaggio lungo più di trent’anni: dagli esordi con i New Trolls, in piena epoca beat, al periodo di “Senza orario, senza bandiera”, composto con De Andrè, alla produzione per grandi artisti della scena italiana. E per concludere in una sorta di “anima genovese” che ha sempre legato Fabrizio e Vittorio, ecco trovare spazio alcune particolari versioni delle più significative canzoni del cantautore ligure.

Vittorio De Scalzi ha sempre posseduto due diverse anime artistiche: quella ribelle e contestatrice della fine degli anni sessanta che lo ha portato a fondare la band dei New Trolls coi quali ha tentato di rompere quegli schemi che, secondo lui, fino allora avevano imprigionato il panorama della musica di casa nostra. L’altra, quella del cantautore che lui ha sempre coltivato dentro di se aspettando il momento giusto per liberarla. Autore con Fabrizio De Andrè del primo “concept album“ della storia della musica Italiana: “Senza orario e senza bandiera”, elaborando poesie di un loro comune amico Riccardo Mannerini. Passato attraverso esperienze di rock progressive come la realizzazione del mitico “Concerto Grosso” riuscito esperimento di fusione fra rock e classica. Con De Andrè collabora anche, come chitarrista, alla realizzazione del disco “Non al denaro, non all’amore né al cielo” da poesie del poeta americano Edgard Lee Master e la sua”Antologia di Spoon River”. Durante le sue varie “fughe” dal mondo della band compone canzoni per Ornella Vanoni, Mina, Anna Oxa, e naturalmente per se stesso accantona testi e melodie che contribuiscono alla formazione del nuovo “cantautore” De Scalzi.

Sono di prossima uscita due sue opere prime: un lavoro in dialetto Genovese (la Liguria è la sua terra) intitolato “Mandilli” dove al posto della traduzione dei testi si trova un micro racconto in italiano relativo ad ogni canzone e “Gli occhi del mondo”, un intenso lavoro in collaborazione con l’amico Marco Ongaro su poesie postume di Riccardo Mannerini.

In concerto De Scalzi dà vita ad una performance dal carattere acustico, alternandosi fra pianoforte e chitarra, accompagnato da Edmondo Romano polifiatista e compositore.

BREVE CENNO STORICO-ARTISTICO DELLA CHIESA DI SAN MARTINO A LEFFE

La chiesa compatronale di San Martino di Leffe, di origini medioevali, ha svolto anche il ruolo di parrocchiale; essa fu poi ricostruita nel XVI secolo.

Dal centro del paese si raggiunge la chiesa attraverso un’ampia gradinata realizzata nei primi anni del 1700 e poi decorata con gradini di acciottolato a mosaico. L’interno si presenta con un’unica aula contornata da 8 cappelle laterali mentre il presbiterio, più ristretto rispetto alla navata, si apre con un arco trionfale sopraelevandosi di quattro gradini centrali rispetto alla balaustra di marmo nero. Essa conserva importanti opere pittoriche e scultoree tra cui una grande pala di Tommaso Pombioli (rinomato pittore cremonese) che raffigura la glorificazione della Madonna, oltre alle prestigiose statue bronzee di A. Carra e la statua lignea di San Martino dell’artista Fiorini di Brescia. Prezioso e raro è l’organo dotato di canne di peltro costruito nel 1771 dal veneziano Gaetano Callido, unico esempio in tutta la Lombardia

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