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L'Atalanta? Uno spot per il calcio. E il trio d'attacco si esalta - BergamoNews
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L’Atalanta? Uno spot per il calcio. E il trio d’attacco si esalta fotogallery

Giusto il pareggio con la Lazio: i nerazzurri mancano il colpo del ko, ma giocano alla pari e fanno tremare una grande

Bella come una partita della Premier inglese e anche di più. Quante volte avete sentito esprimere una certa invidia, tra chi segue il calcio, per lo spettacolo, l’intensità, l’agonismo di quelle partite e non solo se giocano Manchester City o United? E anche in tv è un gran bel vedere.

Bene, Atalanta-Lazio, vista domenica sera nella ghiacciaia dello stadio di Bergamo, è uno spot per il calcio: sei gol e altri ancora mancati per pochi centimetri o per la bravura dei portieri, tanta intensità e adrenalina dal primo all’ultimo minuto. Un ritmo a cui il calcio italiano non ci ha sempre abituati. Ma è vero che l’Atalanta è la più europea delle squadre di serie A e diverte con un gioco sempre all’attacco, come piace al suo maestro Gasp. Poi non sempre si può vincere, perché ci sono anche gli avversari, ovvio, come questa Lazio che si rivela squadra di grande levatura, non solo ben fisicata, ma dotata di giocatori che le porteremmo via volentieri, pensate a Luis Alberto padrone del gioco o a Milinkovic Savic che con la sua doppietta ha fatto dimenticare Immobile.

Ma l’Atalanta? Bene, entusiasmante e capace di giocate spettacolari come in Europa, tenendo conto però che l’avversario era più o meno del valore del Lione. Quindi uno scoglio molto duro. Eppure i nerazzurri (in maglia total blu, quella del Christmas match) sono andati a un passo dalla vittoria. Con Cristante, che ha avuto la palla del 3-0 e nel secondo tempo col Papu, prima del 3-3. Se però vi viene in mente il 3-4 dello scorso anno, beh questa volta è andata diversamente: allora era piaciuta la reazione dei nerazzurri, che avevano… limitato i danni. Stavolta ha dovuto sudare la Lazio per pareggiare e l’ha fatto meritatamente, con un Berisha in ritardo sul primo gol laziale, poi bravo a riscattarsi nel secondo tempo.

Comunque un’Atalanta capace di giocare da grande squadra e mettere alle corde una candidata alla Champions. Lo stesso Inzaghi si è preso il punto senza lamentarsi. Ma anche Gasperini, molto soddisfatto: “Due punti persi? Sì, però questa prestazione ci dà più forza e consapevolezza dei nostri mezzi, abbiamo giocato una gara fantastica, direi che di questa partita mi restano solo cose buone”.

Certo non è facile puntare subito sul trio delle meraviglie, Gomez, Petagna e Ilicic. Ci vuole coraggio, si potrebbe temere di sbilanciare in avanti la squadra e prestare il fianco al contropiede laziale. Invece grazie soprattutto ai tre tenori d’attacco ecco la bellezza di trovarsi in vantaggio di due gol in poco più di venti minuti e poi tornare ad attaccare e riprendere il vantaggio nella ripresa, grazie agli assist e ai gol dei tre (oltre a Caldara che si vede negare la doppietta dal Var) e anche al loro lavoro in pressing sui difensori e poi in difesa, per la squadra.

L’Atalanta gioca da squadra, non solo grazie ai suoi tre leader d’attacco. Ma soprattutto ogni giocatore lavora per la squadra, non per se stesso: l’attaccante fa il difensore se serve e viceversa il difensore fa anche l’attaccante. Una volta (a Genova) fa gol Masiello, un’altra Caldara, sempre molto elegante nei suoi interventi, una bellezza vederlo giocare con la sua autorevolezza da veterano. Che poi Milinkovic Savic riesca a beffarlo sul gol può capitare, mica semplice marcare il serbo. Un po’ come succede ai difensori laziali, che Inzaghi giustifica: “Gomez troppo libero? Uno come lui sposta gli equilibri, è un campione, bravo lui, non do la colpa ai miei”.

Insomma, alla fine il pareggio è giusto, con una punta di rammarico per i tre punti accarezzati e sognati dai nerazzurri. Però questa Atalanta ci farà ancora divertire. Ora settima, poi chissà. E anche la tv ringrazia lo spettacolo della banda Gasp: avanti tutta.

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