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La basilica a pagamento per i gruppi: “Un’offesa per le guide”, “Un danno per il turismo”

Continuano le polemiche contro la scelta della Fondazione MIA di imporre un ticket d’ingresso alla basilica di Santa Maria Maggiore solo ai gruppi con guida turistica

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta indirizzata al vescovo di Bergamo Francesco Beschi e al sindaco Giorgio Gori da parte di una guida turistica.

Sono un bergamasco, cattolico praticante ed anche guida turistica.
Inevitabilmente partecipo al dibattito relativo all’applicazione del biglietto di ingresso in Santa Maria Maggiore riservato ai soli visitatori accompagnati da una guida.
La scelta è sorprendente perché in realtà non danneggia le guide, semmai le offende, ma penalizza il turismo culturale e l’immagine della città di Bergamo.
Certamente la chiesa è in primis un luogo di culto, anche se è facile notare un sensibile calo delle presenze alla Messa domenicale e, diciamolo, dei fedeli che si recano in chiesa per pregare… Ma proprio per rispetto di costoro sarebbe semplice creare un ingresso “riservato” (ed ovviamente gratuito) ed un luogo più appartato per la preghiera.
Vorrei anche sottolineare che le Guide non sono dei marziani e quando entrano in una chiesa non credo parlino della rivoluzione francese, ma la presentazione dell’arte e della storia è inscindibilmente legata alla Cultura Cristiana. Alcune guide sono anche catechisti e/o volontari nei musei ecclesiastici diocesani…
Inoltre i visitatori in gruppo sono molto più motivati a seguire la guida piuttosto che vagare per la chiesa utilizzata spesso solo per una breve sosta, piuttosto che far fotografie o chattare
con il telefonino e, non ultimo, ad usare la chiesa come scorciatoia per spostarsi da un lato all’altro…
Santa Maria Maggiore Museo della Città? Certamente! E’ uno scrigno di arte e storia che è un peccato non visitare. Giusto anche chiedere un contributo… ma mi risulta che nei musei paghino tutti. Anzi, i gruppi hanno agevolazioni…
Mi è veramente incomprensibile la scelta della MIA (il vescovo ed il sindaco sono stati consultati?) di far cassa solo con i gruppi guidati, inimicandosi le guide che dovrebbero essere interlocutori privilegiati e che, anzi, potrebbero suggerire anche la visita alle tarsie ed al museo nei matronei (che sono a pagamento…).
Questa scelta non risponde neppure all’esigenza di “far cassa” e denota una scarsa conoscenza dei flussi turistici. Se ci fosse una biglietteria, o un semplice tornello come in altre chiese, dove a tutti i visitatori venisse richiesto un contributo anche solo di un euro, sono certo che si avrebbero risultati economici maggiori e tutti sarebbero più felici. I turisti, i fedeli, le guide, ed anche le casse della MIA.
p.s. Un sincero grazie a quei sacerdoti che, in tante chiese della città e recentemente anche in Sant’Andrea, mantengono aperte le porte della chiesa… per tutti!
Grazie per l’attenzione
Bruno Pirola

La decisione di far pagare un ticket d’ingresso per i gruppi accompagnati da una guida turistica che visiteranno la basilica di Santa Maria Maggiore, in Città Alta, sta creando parecchi malumori tra le guide turistiche bergamasche. La conferma arriva dai tanti commenti arrivati sotto all’articolo pubblicato da Bergamonews lo scorso 8 dicembre (leggi QUI), quasi tutti pubblicati proprio da guide bergamasche che hanno voluto esprimere tutto il loro malumore.

“Mi riesce davvero difficile – ha scritto Barbara – spiegare ai miei clienti che anziché essere premiati per la motivazione culturale che li ha spinti a scegliere una visita guidata, usufruendo di uno sconto gruppi sul biglietto d’ingresso (cosa che succede in tutte le pochissime chiese che richiedono biglietto d’ingresso, meno di 100 su oltre 95.000 in Italia), sono addirittura penalizzati dovendo pagare un biglietto d’ingresso che ad altre categorie di individui non è richiesto”.

“Anche io sono una guida turistica che ha optato per evitare la visita della Basilica – ha postato invece Sprizzo -. Viaggio molto ma non ho mai visto una gestione del biglietto d’ingresso così mal gestita. Non c’è nessun cartello che ne indichi il pagamento, la modalità e chi né sia esentato od abbia degli sconti. Come faccio a spiegare agli ospiti che dovrebbero pagare quando non c’è nessun cartello che lo indichi?”.

“Così facendo – ha commentato Dab – la città priverà moltissimi turisti dell’opportunità di visitare forse il luogo più bello e prezioso della nostra città.Saremo costrette ad utilizzare percorsi alternativi e spiegare la basilica dall’esterno”.