La città smart e le mobike nel Morla: serve una app che non si scarica, il senso civico
Non basta un click: il senso civico, l’app che si impara giorno per giorno e non si scarica, necessita di un percorso più lungo.
Bergamo si sta impegnando non poco per essere una smart city, o meglio una città intelligente dove la pianificazione urbanistica tende all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici per mettere in relazione le infrastrutture materiali a servizio delle persone.
Pochi giorni fa è stata lanciata 1Safe, una applicazione semplice: si scarica, ci si registra e si comunicano in tempo reale incidenti, atti criminosi, furti, truffe, incendi… L’app, collegata alla polizia locale permette agli agenti di intervenire immediatamente. Costo per l’amministrazione comunale e per i contribuenti pari a zero, così come per quanti si registrano e la utilizzeranno.
Servirà per farci più partecipi del bene e della sicurezza comune.
La novità segue di pochi giorni un’altra innovazione: l’introduzione della mobike. Sono biciclette a flusso libero, prendi quella più vicina e la lasci quando arrivi, dove vuoi (o quasi). Ne abbiamo già viste ovunque in giro per per la città, segno che i bergamaschi amano muoversi su due ruote, la userebbero per brevi spostamenti e utilizzerebbero anche di più la loro se ci fossero posti sicuri dove parcheggiarla e ci fossero più piste ciclabili. Bisogna guardare al bicchiere mezzo pieno e prendere atto che i bergamaschi anche nel mese di dicembre, che non è dei più adatti sfrecciare in bici, ambiscono a essere smart, più ecologici e più europei di quanto immaginino. Un segno importante di responsabilità civile: non basta condannare a parole il presidente Usa Trump perché esce dagli accordi di Parigi, se poi da cittadini non rinunciamo a qualche privilegio per salvare il pianeta che tutti condividiamo.

Ma… insieme ai tanti lati positivi assistiamo in questi giorni a una parallela campagna contro le mobike. Le si ritrova ovunque. In attesa di vederne una abbandonata sul Campanone, ne abbiamo già viste dentro la fontana di Porta Nuova, nel Morla (magari qualcuno ha pensato fosse una canoa). Ai fenomeni che hanno gettato in una fontana la bicicletta la società mobike eleverà delle sanzioni, o dei limiti: non potrà più accedere ed usufruire del servizio. Nei giochi tra bambini così come nelle società evolute, tutto si basa sulle regole: chi non le rispetta, sta fuori. Giù dalla sella e camminare.
Però il punto è un altro: è che serve una nuova app, che non si scarica, ma si carica. È quella del buon senso, del vedere in queste rivoluzioni tecnologiche delle opportunità per vivere in una città smart da cittadini smart: ossia intelligenti. Il senso civico, l’app che si impara giorno per giorno e non si scarica, necessita di un percorso più lungo. Non basta un click.

