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Dipendenza da smartphone: tu quanto riesci a resistere?

"Dopo un 30/40 minuti di lettura o scrittura nel mio cervello scatta una voglia quasi irrefrenabile di prendere in mano il mio smartphone..."

Il racconto di Mattia, 25 anni, studente di filosofia a Oxford, che confessa la sua dipendenza da smartphone a Business Insider Italia…

“Tutti, almeno una volta, abbiamo probabilmente avuto un momento in cui ci siamo fermati a riflettere sull’uso smodato che facciamo del nostro smartphone e, soprattutto, sulle giustificazioni che ci diamo per questo nostro comportamento e che vanno dal lavoro alla voglia di essere social: ognuno di noi, prima o poi, ha infatti espresso la convinzione che il telefono gli serve principalmente per il lavoro oppure per rimanere in contatto con vecchi amici o per farne di nuovi…

Confesso di essermi confrontato con la questione della mia dipendenza da smartphone piuttosto recentemente. Mi chiamo Mattia, sono nato e cresciuto a Milano, ho 25 anni e attualmente sto facendo un dottorato di ricerca in Filosofia all’Università di Oxford.

La maggior parte del mio tempo la passo a scrivere la mia tesi di dottorato nella mia stanza o in biblioteca oppure a leggere articoli e monografie; per staccare la spina dalla stressante vita universitaria partecipo attivamente alla vita del mio College e cerco di conoscere persone nuove ogni volta che ne ho l’occasione.

Generalmente mi ritengo una persona capace di grande concentrazione e dedizione, specialmente per quanto riguarda la filosofia. Eppure recentemente ho incominciato a notare, non senza una cerca dose di curiosità mista a preoccupazione, che dopo un 30/40 minuti di lettura o scrittura nel mio cervello scatta una voglia quasi irrefrenabile di prendere in mano il mio smartphone. Quando mi sono chiesto il perché di questo mio comportamento, le risposte che mi sono dato sono state le seguenti.

Ogni qualvolta prendo in mano il mio cellulare lo faccio:

  • per chattare con i miei vecchi amici rimasti in Italia
  • o per cementare l’amicizia con persone conosciute la sera prima; oppure controllo la Posta Elettronica o Facebook, visto il ruolo di Social Secretary che ricopro nel mio college (Oriel College), il quale consiste nell’organizzare serate black tie o wine tasting,
  • oppure mi informo sulle ultime notizie della giornata sui siti di informazione nazionali e/o internazionale.

Ma recentemente, proprio durante una di queste mie evasioni dalla realtà dello studio, mi sono imbattuto in una serie di articoli della BBC, New York Times, Washington Post e CNBC che trattavano proprio di questo argomento, ovvero dell’uso smodato che buona parte della società fa del proprio telefono cellulare.”

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