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Il ticket per la basilica penalizza le guide, ma fa riscoprire altre bellezze di Città Alta - BergamoNews
La lettera

Il ticket per la basilica penalizza le guide, ma fa riscoprire altre bellezze di Città Alta

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta alla Fondazione MIA da parte di una guida turistica

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta alla Fondazione MIA da parte di una guida turistica.

Sono una guida turistica di Bergamo e svolgo questa professione con impegno. In passato, il momento di approfondimento culturale dei miei tour guidati era la visita della Basilica di Santa Maria Maggiore, in particolare le tarsie di Lorenzo Lotto. Adesso, invece, con l’introduzione del ticket solo per i gruppi, la Fondazione MIA è riuscita a farmi riscoprire il fascino ed altre bellezze della mia città, senza entrare in Basilica.

Premetto che concordo con la MIA sulla necessità che i visitatori diano un contributo al mantenimento della Basilica. Infatti, verificato che i turisti erano riluttanti a lasciare un obolo, nel 2016 avevo inviato una mail alla MIA indicando come nella ricca Amburgo si invitassero tutti coloro che entravano in chiesa “a lasciare 2 Euro a persona per i lavori di manutenzione della chiesa”.

Non concordo con i tempi d’introduzione del pagamento del ticket: il 26 settembre la MIA convoca le guide nell’arco di due giorni. Durante l’incontro la MIA comunica l’introduzione di un ticket per i SOLI turisti accompagnati da una guida. Subito dopo la MIA formalizza (protocollo 3632) l’introduzione, del pagamento con decorrenza 20 ottobre. Questi tempi di convocazione, di comunicazione e di preavviso sarebbero forse validi se sussistesse un rapporto di lavoro dipendente … questi tempi non sono più validi neppure per un imbianchino o un elettricista immaginiamoci per chi, come noi, gestisce rapporti con interlocutori esteri.

Ignorando completamente le regole di mercato, alle guide vengono date due settimane di tempo per informare agenzie e tour operator, con i quali noi guide abbiamo impegni presi da mesi o da un anno, … e tutto questo in piena stagione turistica!

Pochi giorni dopo, 91 guide turistiche di Bergamo firmano una lunga lettera alla MIA, che si conclude con la certezza che si potesse trovare un punto di incontro per salvaguardare le esigenze di tutti. Il nostro invito a un dialogo è rimasto senza risposta, a meno che (sono queste le nuove convenzioni civili?) si debba ritenere una risposta l’intervista del Presidente della MIA che sosteneva che, mentre le guide avrebbero tratto ricavi per le visite in Basilica, la Fondazione avrebbe sostenuto i costi che avrebbero reso possibile il conseguimento dei loro ricavi.

Il mio ricavo, Signor Presidente della MIA, non viene conseguito perché la Fondazione ha sostenuto i costi per renderlo possibile, ma il mio onorario – al lordo di tutte le imposte e tasse – mi viene pagato perché ho una abilitazione rilasciata dalla Regione Lombardia, che oggi ha validità europea. Mi assumo il rischio d’impresa.

Ho un mio sito internet e mi promuovo in Italia e all’estero. Sbrigo il lavoro di segreteria – in italiano e in lingua – dando anche info su musei, su parcheggi, sulle manifestazioni con limitazioni del traffico ecc. Continuo a studiare per aggiornarmi. E il mio onorario – vorrei fosse chiaro – mi viene pagato, perché faccio fisicamente una visita guidata di due ore e mezza (che a volte diventano anche tre e più), in lingua italiana o straniera, con ogni condizione meteorologica: la neve, pioggia , caldo torrido.

Dall’introduzione del ticket della MIA, mi sto confrontando con le agenzie ed i tour operator miei clienti. Gli stranieri commentano “ sappiamo come sono gli italiani … “ e tutti concludono: “Rinunciamo alla visita guidata all’interno della Basilica, dal momento che i turisti possono entrarvi in autonomia, senza pagare”.

Quindi dal 20 di ottobre, con dispiacere, non accompagno più i miei ospiti in Basilica!

Ringrazio la fondazione MIA di avermi costretta a riflettere a lungo e a mettere a frutto tutta la mia esperienza per riscoprire il fascino e le bellezze di Bergamo al fine di realizzare un tour culturalmente valido (pur illustrando la Basilica solo dall’esterno). All’inizio ho fatto le mie visite guidate quasi con il dubbio di privare di qualcosa i visitatori, ora sono molto contenta del mio nuovo tour HD in città alta e ricevo le conferme: “Grazie della visita guidata, come sempre, superlativa!”

Io e le mie colleghe rispettiamo le disposizioni della MIA sarebbe corretto che, in nome della trasparenza, la MIA esponesse un cartello all’esterno o in Basilica, che indichi il costi dei biglietti per chi è accompagnato da una guida perché attualmente il cartello esposto dice: entrata libera.

Il Presidente, in un’intervista, ha anche dichiarato che è in vigore il pagamento anche se la visita viene guidata dai dipendenti della Fondazione o da guide messe a disposizione della Fondazione, in questo caso con una specifica diversa tariffa. Se l’obiettivo della MIA è entrare nel mondo museale con le proprie guide, “eliminando” di fatto dalla Basilica le guide turistiche professioniste siamo di fronte a un progetto IMPRENDITORIALE che nulla ha a che vedere con una raccolta di fondi (e si evitino le accuse alle guide turistiche di lucrare sulla Basilica …).

Con i presidenti della MIA ho sempre avuto rapporti di stima, accompagnati da espressioni di apprezzamento per la mia professione. Da parte mia sono grata alla Fondazione MIA per la cura ed i restauri nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
Cordialmente
Una guida turistica di Bergamo

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