Foppa, l'obiettivo principale è la salvezza: per centrarlo c'è un attacco da ritrovare - BergamoNews
L'analisi

Foppa, l’obiettivo principale è la salvezza: per centrarlo c’è un attacco da ritrovare

Il successo in quattro set sulla Lardini Filottaro ha ridato un pizzico di serenità al gruppo bergamasco dopo l'avvio traumatico

Ultimi non arriviamo. Con questa certezza la Foppa si avvia verso la fine del girone di andata dopo il successo in quattro set sulla Lardini Filottrano a cui cede il testimone di ultima della classe. Una vittoria da tre punti, la prima stagionale, che mancava da febbraio (successo con analogo punteggio sul Club Italia), ottenuta contro una formazione molto modesta che non vediamo come possa sottrarsi al baratro della retrocessione. Le rossoblù dal canto loro hanno offerto una prestazione appena sufficiente, ancora lontana da quelli che dovrebbero essere gli standard proclamati a inizio stagione. E i risultati della domenica, sorprendenti e indesiderati, hanno ridimensionato i sorrisi del sabato sera annullando a livello numerico il piccolo passo avanti che si era fatto verso la salvezza. Perché, ricordiamolo, per restare in A1 si devono mettere alle spalle due squadre. Vedere Legnano e Firenze, ovvero le due rivali dirette, imporsi su Casalmaggiore e, soprattutto, a Modena, ha complicato certamente i piani di rimonta delle rossoblù. Senza dimenticare che lo stesso Monza, atteso tra due settimane a Bergamo e considerato un avversario di centroclassifica “possibile”, ha steso in rimonta la capolista Novara. Legnano rimane quindi avanti di 4 punti, Firenze di 5: risalire è ovviamente possibile e auspicabile, c’è un girone abbondante davanti ma non sarà affatto semplice o scontato solo perché stiamo parlando della “Foppapedretti Bergamo”. Per farlo la squadra deve crescere più di quanto cresceranno le avversarie e abituarsi a lottare per un obiettivo diverso da quello auspicato a inizio anno.

AAA ATTACCO CERCASI – Guardando in casa rossoblù, il match ha evidenziato ancora una volta la poca consistenza dell’attacco, vero problema di queste prime nove partite, superiore quantomeno stavolta a quello avversario (36% contro 27%) con l’opposta Malagurski ancora in difficoltà (15 punti e 34%). Meglio di lei Acosta, top scorer con 25 punti e soprattutto Popovic (16 punti a referto e 71%) che sta reggendo da sola il reparto centrali grazie ad una buona intesa con Malinov, in attesa che esploda Srunjak o ritrovi vigore l’eterna Paggi. Due squadre, si diceva, in difficoltà a mettere a terra la palla che in compenso hanno lavorato bene a muro (17-15 Foppa) con protagoniste ancora una volta Acosta e Popovic. C’è di fatto la loro firma sul match, insieme a quella di Cardullo, sempre encomiabile nel lavoro di ricezione e reattiva in difesa.

ANCORA CALI DI TENSIONE – L’approccio al match è stato positivo ma sul 12-8 del primo set, alle prime difficoltà, è emersa ancora la paura di sbagliare tipica di chi “non” può sbagliare. Il finale di set (24-26) ha lasciato scorie anche nel set successivo che solo nel finale ha preso la retta via grazie soprattutto a Popovic, una che di paura non ne ha e che nel suo giro in campo lascia bene o male sempre il segno. Dal terzo set si sono viste trame di gioco più sciolte e braccia più pesanti, con la Foppa a condurre le danze e Filottrano a cercare la quadra (anche loro alle prese con il problema Tomsia nel ruolo di opposto). Solo nel finale la quasi rimonta delle ospiti lasciava correre qualche brivido nella schiena dei tifosi orobici.

MUOVERE LA CLASSIFICA – Al termine del girone di andata mancano ora la trasferta di Scandicci, proibitiva, e il match casalingo con Monza, molto difficile. Realisticamente sarà impossibile mettersi dietro una seconda squadra per passare un Natale fuori dalla zona retrocessione. Più possibile invece verificare da subito i progressi nel gioco della squadra contro due avversarie di categoria, provando a fare più punti possibili. Per salvarsi, si diceva, è necessario crescere a livello individuale (opposto in primis, poi recuperare Sylla, Paggi…) e di collettivo, ma soprattutto muovere la classifica portando a casa anche il punticino che non va disprezzato.

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