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Da Russia, Usa e Giappone, Donizetti Opera incanta il mondo: “Stranieri oltre il 40%” fotogallery

Ma anche giovani, +10% di nuovi abbonati e 1500 spettatori a titolo. Nel 2018 il festival sarà dal 21 novembre al 2 dicembre. Donizetti Night il 16 giugno

La percentuale di stranieri supera il 40%, con presenze anche da Israele, Lettonia, Russia, Usa, Giappone, Messico e Uruguay. È soltanto uno dei dati più significativi emersi dalla conferenza stampa, organizzata dalla Fondazione Donizetti, sulla seconda edizione del festival Donizetti Opera, il festival internazionale dedicato al compositore bergamasco che si chiude lunedì 4 dicembre con l’attesissimo recital del tenore Juan Diego Flòrez (leggi qui).

In queste ultime settimane di festival, la vita e l’arte del Maestro hanno segnato la programmazione culturale cittadina: 14 giorni contraddistinti dalla messa in scena di due rarità: Pigmalione e il Borgomastro di Saardam, oltre al Requiem nella Basilica di Santa Maria Maggiore, in Città Alta.  Dai primi dati raccolti, le presenze alle opere in scena al Sociale confermano i trend registrati per Olivo e Pasquale – unica opera allestita al Sociale nel 2016 con lo stesso numero di rappresentazioni e quindi comparabile – pari a circa 1.500 spettatori paganti.

E ancora: gli under 30 alle anteprime dei due titoli operistici sono stati oltre 500. Sono 2.116 invece gli studenti che hanno assistito a Tormentone, mentre erano stati 1.880 lo scorso anno per Fratellanza.

Altro dato significativo è l’aumento oltre il 10% degli abbonati, che segna un importante ricambio di pubblico tra coloro che frequentano il festival, e 1.500 spettatori a titolo. Numeri in aumento grazie anche al lavoro di comunicazione svolto, specialmente quello digitale attraverso i social network e in particolare Facebook, con oltre 15mila interazioni in più rispetto all’anno precedente.

Un bilancio che lascia ben sperare, anche alla luce del recente finanziamento da 1 milione di euro giunto da Roma grazie a un emendamento alla legge di Bilancio, su iniziativa del senatore Marco Pagnoncelli (Ala) con il supporto della deputata socialista Pia Locatelli: “Così sarà possibile accrescere il numero di appuntamenti e promuovere all’estero il festival”, ha commentato il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. “Un segno di attenzione importante da parte delle istituzioni”, lo ha definito il direttore della Fondazione Donizetti, Massimo Boffelli, che durante il suo intervento ha parlato anche dei lavori di ristrutturazione del Teatro Donizetti: “Confidiamo di consegnare a giorni il cantiere”, ha detto. Infine, le parole del direttore artistico, Francesco Micheli, che ha delineato gli orizzonti del festival del futuro: “Monografia, sperimentazione, eccellenza e internazionalizzazione” le linee guida da seguire. “Il festival dovrà essere un palcoscenico per tutta la città”.

A proposito di futuro, l’edizione 2018 si svolgerà sempre al Teatro Sociale, dal 21 novembre al 2 dicembre. Identica la formula, con due titoli operistici che si intrecciano tra loro nei due fine settimana intorno al Dies Natalis (29 novembre) e una serie di appuntamenti quotidiani, dalle prove aperte per gli under 30 allo spettacolo per i bambini, dai concerti di musica da camera a quelli dedicata al repertorio sacro, fino ai recital vocali. La Donizetti Night sarà invece sabato 16 giugno lungo il Sentierone, in città bassa.

IL CARTELLONE 2018
Il titolo operistico del festival legato al progetto #donizetti 200 sarà Enrico di Borgogna (23, 25 novembre – 1 dicembre) “debutto in società” per Donizetti, in scena per la prima volta a Venezia nel 1818 per l’apertura di quello che oggi è il Teatro Goldoni. Il Castello di Kenilworth sarà invece il secondo titolo in programma (24, 30 novembre – 2 dicembre), prima delle tre opere dedicate dal compositore bergamasco a Elisabetta I d’Inghilterra. Nell’occasione, salirà per la prima volta sul podio del festival il direttore musicale Riccardo Frizza.

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