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Inaugurata via Borsellino, ministro Orlando: “Grazie Bergamo, la mafia riguarda tutti noi” fotogallery

Alla presenza del ministro della Giustiazia Andrea orlando è stata inaugurata sabato 2 dicembre via Paolo Borsellino a Bergamo, all'intersezione tra via Ghislandi e via Fratelli Bronzetti.

“Paolo Borsellino è un nome che associamo a parole come libertà, giustizia, coraggio, legalità e ciò non si può dire di molte persone: spero che d’ora in poi, chi passerà di qui, trovi un momento per fermarsi a riflettere”: il sindaco Giorgio Gori ha motivato così, nel primo pomeriggio di sabato 2 dicembre, la scelta di intitolare una via della città, all’intersezione tra le vie Ghislandi e Fratelli Bronzetti, al magistrato antimafia ucciso 25 anni fa in via D’Amelio a Palermo.

La strada, oggi a fondo chiuso, assumerà grande importanza per la città perchè di accesso all’ex area Ote oggetto di riqualificazione urbana con il progetto di Domenico Bosatelli “Chorus Life”: avveniristico quartiere con un’arena polifunzionale, un albergo, palestre e negozi.

Ad assistere alla cerimonia tanti giovani e giovanissimi, in particolare dell’Istituto Comprensivo Alberico da Rosciate di Bergamo, dell’oratorio Santa Caterina, del liceo artistico Manzù che dipingeranno un murale in memoria di Borsellino e del liceo Mascheroni che hanno letto una lettera di Manfredi Borsellino indirizzata al padre.

A loro, principalmente, si sono rivolte le autorità intervenute: dal sindaco Gori, che ha raccontato di come quel giorno si trovò ad accompagnare la moglie Cristina Parodi, chiamata in fretta e furia dal tg per recarsi in via D’Amelio, a Paolo Foti, fondatore della Carovana Antimafia, che ha portato l’abbraccio di Rita Borsellino e ricordato come dalla conoscenza con Ines Brignoli, moglie del deputato bergamasco Antonio Misiani, sia nata l’idea di portare la carovana per la prima volta fuori dalla Sicilia proprio a Bergamo.

“Intitolare una nuova strada a Paolo assume significato grandissimo – ha spiegato Foti con la voce rotta dall’emozione – Si rilancia così la questione dell’etica e della dignità, di cui il nostro paese ha molto bisogno. Il termine giustizia deve essere vissuto come valore reale nel quotidiano”.

“Perché abbiamo scelto di intitolare una via a Paolo Borsellino? – spiega l’assessore Giacomo Angeloni – Non è solo una dedica a lui che è morto per la giustizia ma è per dire grazie a chi, a 25 anni dalla sua scomparsa, a Bergamo non hanno paura di combattere le mafie. Ringrazio gli insegnanti: Borsellino diceva di non aver paura di parlare di mafia, di insegnare legalità e giustizia nelle scuole e oggi voi qui presenti ne siete la dimostrazione. Grazie alle forze dell’ordine perchè nel solo 2016 a Bergamo sono stati 52 i reati riconducibili alle mafie. E infine grazie alle associazioni che continuano a trasmettere questi valori”.

Al ministro della Giustizia Andrea Orlando l’ultima parola prima dello svelamento della targa di via Paolo Borsellino: “Falcone e Borsellino erano due intellettuali che usarono la loro cultura per capire il fenomeno della mafia e per contrastarlo. Li ricordiamo come eroi ma il loro lavoro, oltre ad aver portato alla prima grande condanna per mafia, ci ha lasciato una cosa più importante, ovvero gli strumenti che hanno consentito di continuare a combatterla. Sono orgoglioso di far parte di un Governo che ha aumentato ulteriormente questi strumenti di contrasto ma avverto ancora il peso di una frustrazione, quella che la mafia abbia ancora la capacità di esercitare un potere in ambito economico, sociale e politico. Possiamo disporre di tutti gli strumenti possibili ma la mafia si combatte soprattutto nella società, con la buona finanza e la buona politica, andando a votare, con la partecipazione attiva e democratica: perchè la mafia diventa forte se noi siamo deboli e purtroppo trova nell’indifferenza il suo alleato più importante”.

Poi, rivolgendosi direttamente agli studenti, continua: “La cosa migliore che possiate fare è continuare a studiare: sviluppate capacità critica, verificate sempre le verità che vi vengono proposte e, soprattutto, mantenete la fiducia nelle istituzioni come la ebbero Falcone e Borsellino. Non dobbiamo rinunciare solo perchè le cose non vanno come vorremmo, offenderemmo la loro memoria. La scelta del sindaco di intitolare una via a Paolo Borsellino è molto importante: lo ringrazio perchè la mafia è un fenomeno che riguarda tutti noi. Falcone sosteneva che la mafia fosse un fenomeno storico e che come tale può essere battuto”.

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