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No al gioco d’azzardo, la scelta dell’Ambito di Seriate

Approvato il Regolamento contro la ludopatia. Tra le regole niente slot dalle 23 alle 9 e divieto ai minori

L’Ambito di Seriate dice no al gioco d’azzardo. Approvato il Regolamento per il contrasto al fenomeno della ludopatia derivante dalle forme di gioco lecito dell’Ambito territoriale di Seriate. Primo esempio a livello provinciale di regolamentazione omogenea e di Ambito, è stato approvato dall’Assemblea dei Sindaci lunedì 27 novembre e presentato mercoledì 29 novembre.

«Il regolamento è nato dalla condivisione di 11 Comuni, in collaborazione con Ats di Bergamo e il coinvolgimento delle associazioni di categoria, Ascom e Confesercenti, e delle Polizie locali – ha dichiarato Gabriele Cortesi, presidente dell’Assemblea dei Sindaci -. Il regolamento nasce da lontano, dall’ottobre 2015 con l’avvio del progetto di Ambito ‘Jakpot. L’importante è (non) partecipare’, che aveva l’obiettivo di contrastare la ludopatia tramite azioni di formazione, prevenzione e sensibilizzazione, impostando una chiara mappatura degli esercizi di tutti i territori dell’Ambito. Si è partiti lavorando dal basso, formando quindi tutti gli attori coinvolti in questa pperazione di prevenzione e di contrasto al gioco d’azzardo problematico. Ora il regolamento: un ulteriore passo avanti che introduce delle novità come vietare ai minori di entrare nelle sale slot, nelle aree delimitate per il gioco d’azzardo, negli esercizi pubblici e nelle agenzie di scommesse ippiche e sportive. Inoltre, per contrastare il gioco d’azzardo compulsivo si vieta il funzionamento degli apparecchi da gioco dalle 23 alle 9».

Gioco d'azzardo seriate

Il regolamento, che sarà valido nei singoli Comuni, dopo l’approvazione nei rispettivi consigli comunali, introduce delle novità. Oltre alla limitazione oraria e alla tutela dei minori, punta a contenere gli effetti del gioco sulla salute dei singoli, a proteggere le fasce di popolazione più deboli e/o a rischio di sviluppo di patologie legate al Gioco d’Azzardo Problematico (GAP), a promuovere azioni di prevenzione e controllo su tutte le forme di gioco, anche i gratta e vinci e le nuove modalità online.

Così come stabilito dalla Legge regionale si ribadisce il divieto di installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in qualunque esercizio aperto al pubblico che si trovi a una distanza, determinata dalla Giunta regionale entro il limite massimo di 500 metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.

Gioco d'azzardo seriate

I comuni si impegnano a vietare qualunque forma di gioco d’azzardo e di qualunque pubblicità nelle aree pubbliche, a non abilitare il wi-fi pubblico a siti che consentano il gioco on-line in qualunque forma e modalità e a promuovere azioni di controllo con l’intervento della polizia locale e della videosorveglianza. In ambito di pubblicità ingannevole è previsto il divieto assoluto di pubblicizzare vincite effettuate nei locali (salvo quanto previsto dal decreto Balduzzi), di installare insegne luminose che richiamino forme di gioco presenti all’interno dei locali, mentre si obbliga a informare del divieto del gioco per i minori e sul rischio e sui numeri utili a cui rivolgersi per contrastare la dipendenza patologica al gioco. Infine è previsto un divieto di funzionamento degli apparecchi da gioco dalle 23 alle 9.

«Secondo dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a livello provinciale il volume di denaro giocato è pari a 1 miliardo e 670 milioni di euro – riporta Cortesi -, mentre a Seriate il gettito della raccolta dei giochi d’azzardo si aggira sui 37 milioni di euro, pertanto, in una proiezione, si stima che a livello di Ambito il volume di denaro potrebbe aggirarsi sui 114 milioni di euro. Cifre elevatissime che rinforzano la necessità di intervenire in modo unitario e diffuso sul territorio: l’augurio è che questo nuovo regolamento, frutto di una certosina condivisione, venga preso a modello ed esteso ad altre realtà territoriali».

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