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Ricorso in cassazione da 600 pagine per Bossetti: “E Di Pietro non lo difenderà” fotogallery

Il suo avvocato Claudio Salvagni: "Non ci servono rinforzi. Massimo è sicuro che dimostrerà la propria innocenza"

Sempre convinto della propria innocenza, Massimo Bossetti proseguirà la sua battaglia giudiziaria fino alla Corte suprema. Mercoledì 29 novembre il suo avvocato Claudio Salvagni ha presentato in tribunale il ricorso in cassazione contro la sentenza di ergastolo. Un documento di quasi 600 pagine, 595 per la precisione, con tutti i punti emersi nel corso dell’inchiesta e ritenuti dubbi dal suo pool difensivo. “Di cui non farà parte Antonio Di Pietro”, ha chiarito Salvagni.

Il carpentiere di Mapello è stato condannato lo scorso 17 luglio, anche in Appello, al carcere a vita per il brutale delitto di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa da Brembate Sopra il 26 novembre 2010 e ritrovata cadavere tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola.

“Il Dna sul cadavere della vittima è dell’imputato: non serve un altro test e non si può rifare”, queste in sintesi le motivazioni della sentenza del presidente della Corte di Brescia Enrico Fischetti, che aveva accolto l’impianto accusatorio già valido per il verdetto di primo grado al tribunale di Bergamo.

Il procedimento giudiziario si sposterà quindi a Roma. Il terzo grado si svolgerà la prossima estate. “Abbiamo presentato un ricorso articolato e dettagliato – ha spiegato Salvagni – , in cui abbiamo cercato di spiegare tutto ciò che a noi risulta anomalo. Sono 21 i punti. A partire da quel famoso Dna, per il quale continuiamo a chiedere una perizia. Passando poi per tutti gli altri indizi emersi nel corso dell’indagine, anche questi molto strani. Speriamo che questa volta vada meglio”.

Ma come sta Bossetti? “In questi giorni non ho avuto modo di incontrarlo – prosegue il legale – perché ero impegnato a preparare il ricorso. L’ultima volta che l’ho visto era come sempre, fiducioso e determinato. Ribadisce la sua innocenza ed è sicuro che riuscirà a dimostrare questo”.

Nelle settimane scorse si era parlato di un possibile coinvolgimento nel pool difensivo del magistrato di “Mani pulite” Antonio Di Pietro. Un’ipotesi smentita da Salvagni: “Nego categoricamente. Il nostro gruppo rimarrà lo stesso, non ci servono rinforzi. Siamo certi che daremo battaglia”.

La Corte suprema di cassazione ha la funzione di assicurare “l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto soggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni”, come stabilito dall’articolo 65 dell’ordinamento giudiziario.

La cassazione è il tribunale di ultima istanza nel sistema giurisdizionale ordinario italiano. Non giudica sul fatto ma sul diritto: il suo ruolo non è quello di riesaminare prove, bensì quello di verificare che la legge sia stata applicata correttamente e che, nei precedenti gradi, il processo si sia svolto secondo le norme vigenti.

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