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Trattamento laser per il glaucoma, ladro silenzioso della vista

Nella maggior parte dei casi il glaucoma è causato da un aumento patologico della pressione intraoculare, ovvero da un aumento della quantità di umor acqueo presente nella camera anteriore dell’occhio, spazio anatomico compreso fra la cornea e il cristallino.

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Il glaucoma è una patologia oculare che determina un danno irreversibile al nervo ottico.

La malattia non dà segni evidenti della sua presenza fino a quando la compromissione del nervo ottico è tale da pregiudicare seriamente il campo visivo fino ad un quadro di cecità. Per tale motivo viene definito “il ladro silenzioso” della vista. La diagnosi precoce, mediante visita oculistica completa, è quindi importantissima.

Nella maggior parte dei casi il glaucoma è causato da un aumento patologico della pressione intraoculare, ovvero da un aumento della quantità di umor acqueo presente nella camera anteriore dell’occhio, spazio anatomico compreso fra la cornea e il cristallino.

Per poter ovviare al problema, le strategie terapeutiche prevedono l’utilizzo di colliri che possono ridurre la produzione di umor acqueo oppure aumentarne il riassorbimento da parte delle strutture deputate.

Nel caso in cui la terapia medica sia controindicata per altri problemi di salute, mal tollerata (occhio rosso, allergia, bruciore, visione annebbiata), insufficiente a ridurre adeguatamente la pressione intraoculare o, infine, la “compliance” del paziente non sia adeguata (il paziente non mette i colliri), trova largo impiego una metodica laser chiamata trabeculoplastica laser selettiva (SLT).

“Il trattamento – spiega Laura de Polo, medico specialista dell’U.O. di Oculistica di Clinica Castelli diretta da Marcello Galdini – agisce sulle vie di riassorbimento dell’umor acqueo mediante l’esecuzione di stimolazioni termiche a livello del trabecolato, la struttura “filtro” del nostro occhio, determinando così un calo della pressione intraoculare.”

“Poiché la lunghezza d’onda del laser seleziona solo le cellule pigmentate del trabecolato, – continua Laura de Polo – con questa tecnica siamo in grado di preservare i tessuti circostanti dai danni che si verificano a causa della dispersione di calore dopo trattamenti laser tradizionali.”

La riduzione della pressione intraoculare necessita un periodo di 4-6 settimane dal giorno in cui viene effettuato il trattamento che può anche essere ripetuto nei casi in cui l’efficacia si sia ridotta nel tempo.

Le linee guida europee consigliano la trabeculoplastica laser selettiva soprattutto per quei pazienti che devono ancora iniziare una terapia con colliri o per coloro che soffrono di una forma “iniziale” della malattia.

Il trattamento è indolore, dura pochi secondi e non prevede limitazioni al normale svolgimento delle proprie attività quotidiane.

Nella foto, il ciclo di produzione e riassorbimento dell’umor acqueo

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