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Si vende il Principe di Napoli. Cascina Ponchia diventerà una casa per madri in difficoltà

Il complesso edilizio di via Pignolo con destinazione sociale sarà alienato da Palazzo Frizzoni per 2 milioni e 400 mila euro. Palazzo Frizzoni destina un milione di euro per recuperare Cascina Ponchia e creare una casa con 10 appartamenti che ospiterà madri in difficoltà

Nella lunga seduta del consiglio comunale di martedì 28 novembre, definita ironicamente da Andrea TremagliaValesini Night” per i molti interventi dell’assessore alla riqualificazione edilizia Francesco Valesini, si arriva alla decisione finale: la vendita dell‘ex Principe di Napoli. Il complesso edilizio di via Pignolo con destinazione sociale sarà alienato da Palazzo Frizzoni.

Lo stop di luglio con lo stratagemma dell’ex sindaco Franco Tentorio, che si appellava all’assenza di un via libera dell‘Ats, è andato a vuoto. Da via Francesco Gallicciolli è arrivato a settembre l’atteso documento che permette al Comune di Bergamo di alienare l’edificio che per anni ha ospitato famiglie in difficoltà.

Prezzo di mercato: 2 milioni e 400 euro.

Il dibattito ha visto il parere contrario di Fabio Gregorelli, del Movimento 5 Stelle, che ha ricordato la destinazione sociale del Principe di Napoli e ha invitato il Comune di Bergamo a “ristrutturare il terzo corpo del complesso di via Pignolo”.

Apertamente contrario anche l’ex sindaco Franco Tentorio. “Si torni al bando del 2013 per l’housing sociale così si rispetterebbe il volere dei donanti che negli anni settanta raccolsero il denaro per far vivere il Principe di Napoli a fini sociali. È una delibera sbagliata, che va contro i valori della popolazione e dei cittadini. Se si crede nella partecipazione, il Comune riveda la sua posizione. C’è sempre un tempo per pentirsi”.

Luciano Ongaro, ex Sel e recentemente uscito dalla maggioranza (leggi qui) si sgancia dall’invito dell’assessore di votare la delibera.
Non la voterò per tre motivi: primo, questa vendita rischia di essere impugnata e annullata al Tar; c’è un vincolo morale: abbiamo ricevuto un bene dai privati con una destinazione che così tradiremmo, infine c’è un vincolo politico che non voglio tradire nei confronti dei cittadini di sinistra”.

Infine, l’appunto di Andrea Tremaglia: “Abbiamo sempre ascoltato i cittadini in quest’aula, sia per il parcheggio della Fara, sia per la Casa della Libertà. Avete creato delle reti sociali per ascoltare le voci dei cittadini, per sentire la partecipazione civica, ed ora tirate dritti senza dare loro ascolto. Il centro sinistra non ha saputo ascoltare una parte di se stessa”.

Ferruccio Rota, del Partito Democratico, “questa scelta è inserita di una strategia complessiva con conseguenti azioni sociali rilevanti”.
Secondo la visione dell’amministrazione comunale il restauro del Principe di Napoli, per il suo recupero conservativo servirebbero oltre 3 milioni di euro per ricavarne meno di 12 appartamenti, in un centro molto abitato come quello di via Pignolo. Inoltre l’edificio del Principe di Napoli è soggetto a stretti vincoli della Sovrintendenza.

Al termine il Consiglio Comunale di Bergamo la delibera passa con 16 voti favorevoli, quelli della maggioranza, e dodici contrari: Tentorio, Minuti, Tremaglia, De Rosa, Ongaro, Magni, Benigni, Gallone, Ribolla, Pecce, Gregorelli e Zenoni.

Con altri fondi il Comune di Bergamo investirà un milione di euro su Cascina Ponchia, la struttura nel quartiere Monterosso da tempo al centro di occupazione da parte di alcuni gruppi. Cascina Ponchia sarà destinata a struttura per madri in difficoltà. Una copia della già funzionante Casa Mater del quartiere Clementina, struttura comunale gestita da Diakonia della Caritas di Bergamo che ospita 33 madri con figli con disagio abitativo in 18 appartamenti.

Da Cascina Ponchia potrebbero essere ricavati una decina di appartamenti. La struttura del Monterosso si avvarrebbe di una rete sociale molto attiva, inoltre gli ospiti potranno godere di un giardino di 700 metri quadrati.

 

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