Mozzo
|Nel Parco dei Colli tra svastiche e scritte fasciste: “Vanno ripulite”
Lo scorso luglio, sempre sul Monte Gussa, ignoti asportarono la targa di un partigiano. Ora i cittadini hanno scritto una lettera al sindaco
Se ne contano a decine, probabilmente superano il centinaio. Sono le scritte comparse in questi giorni sul Monte Gussa (Mozzo), sentiero collinare inserito nel Parco dei Colli.
Le scritte – gran parte inneggianti nazismo e fascismo, altre contro l’Islam, di carattere xenofobo e anti gender – hanno letteralmente riempito uno dei lunghi muretti di cinta (per circa 150 metri) e deturpato alcuni cartelli segnaletici dislocati lungo il percorso: perfino le rocce non sono state risparmiate dai vandali.
Il fatto non è passato inosservato ai passanti, che hanno denunciato quanto osservato sui social network. Ma non solo: in questi giorni, sulla scrivania del sindaco di Mozzo, Paolo Pelliccioli, è arrivata anche una lettera firmata da alcuni cittadini con il chiaro invito a rimuoverle il prima possibile.
Del resto, non è la prima volta che nel paese dell’hinterland, e in particolare nella zona del Monte Gussa, si verificano episodi simili: lo scorso luglio, ad esempio, ignoti asportarono la targa del partigiano Emilio Nava, al quale era stata intitolata da pochi giorni la ‘La Scörtaröla’, strada che collega il centro di Mozzo con la zona del Borghetto (leggi qui).
Coincidenza o meno, “non possiamo più classificare questi fatti come semplici bravate – ha commentato il sindaco Pelliccioli -, minimizzare sarebbe sbagliato -. Stiamo studiando un intervento di ripulitura mirato alla cancellazione delle scritte, ma allo stesso tempo vorremmo attivare dei percorsi di sensibilizzazione che coinvolgano possibilmente i più giovani e le scuole”. E anche il presidente del Parco dei Colli e vicepresidente dell’Anpi provinciale, Oscar Locatelli, conferma: “Studieremo insieme all’amministrazione delle iniziative sul territorio. È ora di mettere un freno all’ignoranza”.


