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Atalanta, niente “braccino”: con l’Everton senza la paura di entrare nella storia

Ai nerazzurri basta un solo punto per la matematica qualificazione ai sedicesimi di finale e potrebbero addirittura perdere se l'Apollon non vincesse col Lione.

Un punto, un misero punticino è sufficiente alla Dea per qualificarsi ai sedicesimi di finale dell’Europa League. Un risultato che pochi (forse nessuno) avrebbero pronosticato lo scorso 25 agosto quando vennero sorteggiati i gironi. Si diceva: Lione ed Everton faranno la parte del leone ed Atalanta e Apollon cercheranno di evitare il cucchiaio di legno.

E invece le cose sono andate molto diversamente, con una Dea che nelle apparizioni continentali ha dimostrato grande carattere e questo fin dalla prima gara casalinga con i Toffees. Fu un fantastico 3 a 0 con una partita dominata dall’inizio alla fine ed i 14.000 del Mapei a festeggiare.

Con il passare delle settimane, pur senza sminuire la bellissima prova di Reggio Emilia, abbiamo capito che l’Everton non è la squadra che bene aveva fatto nelle passate stagioni, tanto che in campionato si trova al 16mo posto in piena zona retrocessione (12 punti contro i 34 del capolista Manchester City) e nel frattempo ha anche esonerato mister Koeman affidando la squadra ad interim a David Unsworth (ex difensore Royal Blue).

Pur essendo gli inglesi già matematicamente eliminati, sono certo che giocheranno una gara maschia, come da loro abitudine soprattutto quando si devono esprimere al Goodison Park.

Due possono essere a mio avviso le preoccupazioni dell’Atalanta per questa trasferta inglese. Anzitutto il momento non particolarmente brillante che la nostra formazione sta attraversando da qualche settimana, in considerazione del quale parecchi punti sono stati lasciati per strada nelle gare di campionato. In secondo luogo la consapevolezza appunto che basta solo un punto, con il conseguente rischio di trovarsi a giocare una gara “col braccino”, per non perdere.

La sconfitta con l’Inter (ed il morale un po’ sottotono) ed il fatto che la partita valga solamente per l’Atalanta, rende forse un po’ meno affascinante questa trasferta rispetto a quanto ci si era immaginati. Ma nonostante questo circa 3.500 sostenitori nerazzurri saranno a Liverpool questa sera a tifare Dea in una cornice stupenda. E questo perché, comunque sia, il tifoso nerazzurro è sempre vicino alla squadra, ovunque giochi, proprio perché l’atalantino è essenzialmente un “fiero sostenitore dei nostri colori”.

Gasperini purtroppo non avrà a disposizione Spinazzola, ma spera di poter recuperare Caldara. Gomez ci sarà e dovrebbe far regolarmente coppia con Petagna, con uno tra Ilicic e Kurtic a supporto. Fortunatamente torna in cabina di regia Remo Freuler.

Tra gli inglesi, considerata la scarsa valenza della partita (per loro), potrebbero scendere in campo alcune seconde linee, tanto che anche Rooney potrebbe partire dalla panchina.

L’Apollon per tenere vive le speranze di qualificazione dovrà per forza battere il Lione in Francia (molto improbabile) e questo significa che, teoricamente, anche una sconfitta a Liverpool potrebbe qualificare la Dea.

Pensate invece se i ciprioti facessero il miracolo e la Dea sbancasse lo stadio inglese: l’Atalanta si troverebbe a poter giocare il 7 dicembre per due risultati su tre al fine di raggiungere addirittura il primo posto del girone.

Ma una cosa per volta: per ora godiamoci questa partita di fascino, al Lione ci penseremo dopo.

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