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Sam Dalla Bona: “Io, il Chelsea, il calcio inglese e quel gol all’Everton”

L'ex centrocampista cresciuto nelle giovanili di Zingonia: "A Goodison Park ho provato una delle emozioni più grandi della mia carriera. L'Atalanta? Può vincere, ma deve stare molto attenta agli inglesi"

Lui in quello stadio c’è già stato, da protagonista. Ha segnato ed esultato. E se lo ricorderà per sempre. Goodison Park nel cuore di Samuele “Sam” Dalla Bona, ex atalantino cresciuto nel vivaio di Zingonia, occupa una parte non indifferente. Forse una delle parti più importanti. “Del resto lì ho provato una delle emozioni più grandi della mia carriera da calciatore” spiega a Bergamonews.

Sam Dalla Bona

Era il 25 novembre del 2000, esattamente 17 anni fa: “Mamma mia, davvero è passato tutto questo tempo? Non ci credo – risponde con un sorriso -, eppure a me sembra che sia successo proprio ieri. Mi ricordo tutto, nei minimi particolari: avevo 19 anni e mi stavo avvicinando alla prima squadra e, più in generale, al calcio inglese”.

E il gol? Com’è stato? “Molto bello – ricorda Dalla Bona -. E’ nato tutto da un calcio d’angolo respinto dalla loro difesa, la palla è arrivata a me al limite dell’area di rigore e, dopo una prima battuta murata da un avversario, ho calciato al volo battendo il portiere dell’Everton proprio nell’angolino basso”.

Sam Dalla Bona

Quel 25 novembre del 2000 Dalla Bona è passato dall’essere una grandissima promessa sbocciata prima nelle giovanili dell’Atalanta e poi nella squadra riserve del Chelsea (con la quale ha segnato 16 gol), a un punto fermo della formazione londinese: “E’ stato un momento fondamentale per la mia carriera, per la mia crescita professionale e umana – racconta -. In quel calcio mi trovavo a meraviglia e Claudio Ranieri, che io posso solo ringraziare, l’aveva capito: non rinunciava mai al sottoscritto. Spero sia lui il prossimo commissario tecnico della Nazionale, se lo merita davvero”.

Poi la chiamata del Milan, il mancato rinnovo coi Blues e quel ritorno in Italia, passando dalla porta principale, che oggi Dalla Bona non rifarebbe mai: “Posso dire con certezza che fu un errore – commenta -, il calcio inglese era perfetto per me, dovevo restare lì e continuare il mio percorso di crescita”.

Perché il Milan? Perché l’addio al Chelsea? “Perché all’epoca, nei primi anni 2000, era quasi impossibile rifiutare un’offerta dei rossoneri – risponde Dalla Bona -. Il mio non era ancora il Chelsea di Abramovich, poteva ambire a un buon terzo posto in Premier e nulla di più; a Milano invece c’erano giocatori come Rivaldo, Rui Costa, Maldini, Shevchenko, Seedorf, Inzaghi: chi era il matto che poteva permettersi di rifiutare?”.

Sam Dalla Bona

Giovedì l’Atalanta sbarcherà proprio lì, in quello che per quattro anni è stato il suo calcio, il suo mondo. Dalla Bona che partita crede che sarà quella del Goodison Park? “Sicuramente bellissima, perché si sfidano due ottime squadre anche se l’Everton è già praticamente eliminato – risponde l’ex centrocampista veneto -. Gli inglesi in casa si esaltano e giocano con una carica in più, l’atmosfera lì fa sempre la differenza. Ma sono convinto che l’Atalanta possa vincere: Gasperini è un grande allenatore, sono sicuro che avrà preparato la sfida nel migliore dei modi”.

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