In ospedale

Giocamico, alleanza con i pediatri di famiglia: la madrina è Cristina Bombassei

Cristina Bombassei di Brembo si conferma madrina del progetto

“Ogni anno Giocamico cresce nei numeri, ma soprattutto si diffonde la cultura da cui è nato: è importante aiutare i bambini ad essere protagonisti di quello che vivono, anche le cure e la malattia. Ora la sfida è quella di varcare le mura dell’ospedale, grazie all’incontro con i pediatri di base, che hanno accolto la proposta di inserire uno specifico corso nella loro formazione 2018”, spiega Maria Simonetta Spada, direttore della Psicologia clinica.

L’obiettivo non è trasferire tout-court la modalità di Giocamico – con Nadia e Giacomino che si fanno mediatori e interpreti delle emozioni e dei bisogni dei bambini ricoverati -, ma di costruire con il territorio un percorso di cura davvero integrato e su misura per ciascun paziente, innanzitutto comprendendone la complessità.

“La collaborazione – prosegue la dottoressa Spada – permetterà al pediatra e allo psicologo di sensibilizzarsi reciprocamente, di avvicinarsi e integrarsi nelle competenze e nel modo di vedere la realtà della persona che hanno davanti”.

“Crediamo fortemente – aggiunge Chiara Pezzini, referente Formazione per i pediatri di famiglia di Bergamo e provinciache informare un bambino su un evento o un percorso difficile e potenzialmente traumatico, attraverso una modalità compatibile con la sua età e il suo stato emotivo, sia un passaggio indispensabile per far sì che il paziente stesso metta in atto tutta una serie di strategie per un buon adattamento e una buona riuscita terapeutica. Far uscire dall’Ospedale il progetto Giocamico, significa per noi soprattutto provare ad applicare un metodo, basato sul gioco, che porti gradualmente il bambino e la sua famiglia ad assumere delle abitudini e dei comportamenti consapevoli ed autonomi”.

“Curare una persona, e un bambino è una persona più fragile perché ha meno saperi e meno “potere” – sottolinea il direttore generale Carlo Nicoranon è come riparare una macchina: sostituisco il pezzo di ricambio e non ci penso più. L’esperienza della malattia, del limite, della diversità rispetto ai coetanei, l’ospedalizzazione stessa, vedere i genitori preoccupati e non capire cosa sta succedendo: prendersi cura vuol dire innanzitutto capire che tutto questo mina il benessere del nostro piccolo paziente, come e forse più del mal di – pancia o del cuore che fa i capricci”.

Anche lo specialista può sentirsi solo e impreparato davanti a queste richieste, magari inespresse o nascoste in un rapporto difficile con la famiglia, nel rifiuto del bambino degli esami e delle terapie.

“Abbiamo sperimentato molte volte – commenta Alessandra Merisio, psicologa referente del Progettoche lo spazio di Giocamico consente anche ai genitori di comprendere ciò che sta accadendo e soprattutto di capire che l’équipe ospedaliera è un alleato prezioso. Così si riduce la conflittualità e cresce l’aderenza alle terapie”.

Nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza il sostegno di tanti benefattori. Giocamico infatti è un’attività non compresa nei Livelli essenziali di assistenza e, come tale, non può essere finanziata con il Fondo sanitario.

La madrina di Giocamico, fin dagli esordi, è Cristina Bombassei, CSR Officer di Brembo, che ha sostenuto il progetto con Gli Amici della Pediatria (Adipi) e oggi risponde con la consueta generosità al bando di fund raising dell’Asst Papa Giovanni.

“Sono orgogliosa di aver sposato questo progetto – afferma Cristina Bombassei – e sono ancora più orgogliosa che da un solo reparto si stia diffondendo a tutto l’ospedale e anche oltre, attraverso la preziosa collaborazione con i pediatri di base. Questo permetterà ad un sempre maggior numero di bambini di affrontare, grazie ad una interazione giocosa ma consapevole, il periodo della malattia con uno spirito diverso, più partecipativo e condiviso. L’aver ascoltato e visto i benefici di cui molte famiglie hanno potuto usufruire ci motiva fortemente e ci spinge ad insistere su questa strada, nella speranza che un giorno questo progetto diventi protocollo ospedaliero”.

Tra i benefattori del progetto le Associazioni Adipi, L’Orizzonte di Lorenzo e, negli ultimi anni, Conad. Un sostegno che ha consentito una crescita importante del numero di bambini e di genitori affiancati nel loro difficile percorso.

Ormai non vi sono più limiti all’attivazione di Giocamico, che viene proposto a tutti i bambini che i medici e gli infermieri segnalano alla Psicologia clinica, dalla Pediatria alla Chirurgia Pediatrica, alle Chirurgie specialistiche, fino al Pronto Soccorso e agli ambulatori.

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