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Di Pietro e il caso Bossetti: “Non vi dico cosa sto facendo”

"Sono un avvocato, quel che faccio con i miei clienti non lo posso rendere pubblico"

Antonio Di Pietro è intervenuto ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.

Di Pietro è stato abbottonato nel parlare di Massimo Bossetti: “Mi chiedete se sono il nuovo avvocato di Bossetti? No. Se sto dando una mano alla famiglia Bossetti? Sono un avvocato, quel che faccio con i miei clienti non lo posso rendere pubblico. Se c’è qualche speranza di riaprire il caso Bossetti? Parliamo di chi ha vinto a Ostia…”.

Su Speranza e i movimenti di sinistra: “Il masochismo politico del centrosinistra rasenta una visita psichiatrica. Ora si può essere d’accordo o meno su quanto fatto da Renzi, e io non sono d’accordo, altra cosa è non trovare un punto d’incontro anzi partire già perdendo, prevenuti. Tutti camminano dritti, ma il centrosinistra cammina all’indietro. Mi sembrano assurdi queste prese di posizione personali. Quando giochi a poker per vedere se uno ha il poker o meno va a vedere. Andando da soli abbiamo già perso. Se soffrono godendo, soffrono godendo. Ognuno gode come può. Questi sono disperati, più che Speranza. Che senso ha andare a votare un MDP che si rinchiude in sé stesso? Che senso ha dire di ricostruire la nuova sinistra? Siamo nel 2020, dobbiamo ricostruire un qualcosa di post-ideologico, benedetto il signore. Io le opinioni di MDP le condivido tutte, ma per poterle realizzare bisogna necessariamente trovare un punto d’incontro”.

Sull’allarme lanciato da Gratteri sul Fatto Quotidiano: “Dice che ora i candidati cercano i boss aggirando l’antimafia? E’ esattamente così, io da sempre lo dico. Parlo dell’ingegnerizzazione della nuova tangentopoli. Una volta il crimine lo commettevano i criminali, adesso invece si sono messi camicia bianca e cravatta. E poi c’è stata una criminalità legalizzata. Dove prima c’era un fatto che era reato, adesso ci sono fatti che non sono reati perché sono state fatte delle leggi. Poterli scoprire è ancora più difficile. Ogni politico per avere dei voti va a cercare i pacchetti dei voti. Come accade al supermercato con il 3×2. E’ un mercato delle vacche”.

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