Angosciato per i morti dell'hotel Rigopiano, il generale si spara alla tempia - BergamoNews
Il suicidio

Angosciato per i morti dell’hotel Rigopiano, il generale si spara alla tempia

I sensi di colpa hanno ucciso Guido Conti, 58 anni di Sulmona, comandante del corpo forestale do Pescara.

“Da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti, ci sono anche prescrizioni a mia firma”. I sensi di colpa hanno ucciso Guido Conti, 58 anni di Sulmona, comandante del corpo forestale do Pescara. Venerdì 17 novembre si è sparato un colpo alla tempia con una calibro 9.

L’hotel Rigopiano, lo ricordate? Il 18 gennaio una slavina l’ha sommerso dalla neve intrappolando una quarantina di persone. Di queste solo 11 sono riuscite a salvarsi: le vittime sono 29, tutte provenienti da Centro o Sud Italia tranne un uomo senegalese.

A meno di un anno dalla tragedia il dramma di un uomo alle prese con mille tormenti professionali e umani. Che emergono dalla lettera lasciata da Guido Conti  ai familiari (moglie e due figlie) in cui cita la vicenda di Rigopiano che era fonte per lui di grande angoscia. “Non per l’albergo, di cui non so nulla – scrive – ma per l’edificazione del centro benessere, dove solo poi appresi non esserci state vittime. Ma ciò non leniva il mio dolore. Pur sapendo e realizzando che il mio scritto era ininfluente ai fini della pratica autorizzativa mi sono sempre posto la domanda: Potevo fare di più?”.

Lo hanno trovato nella sua auto parcheggiata alle pendici del monte Morrone. Guido Conti era molto conosciuto a Sulmona e in Abruzzo per aver guidato l’inchiesta sulla mega discarica dei veleni di Bussi (Pescara) . Una carriera intensa e prestigiosa la sua con una serie di inchieste anche su traffici di rifiuti e sul terremoto in Abruzzo. Poi Conti era andato in pensione dal corpo forestale ed aveva assunto un importante incarico alla Total Erg, ma sembra che si fosse poi licenziato nei giorni scorsi.

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta. Il sostituto procuratore Aura Scarsella che coordina le indagini ha disposto il sequestro dell’autovettura personale e di quella aziendale, il telefonino che Conti ha lasciato a casa l’ipad, le sue agendine e le lettere ritrovate in auto.

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