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Coppia stabile e divano: è la reazione dei teenager alla precarietà del Duemila - BergamoNews
La psicologa

Coppia stabile e divano: è la reazione dei teenager alla precarietà del Duemila

Al sondaggio di BGY, "Le coppie giovanissime preferiscono serie tv e divano al sesso”: ragazzi di Bergamo rispondete, hanno risposto 50 ragazzi e la psicologa Claudia Pelizzoli ci aiuta a commentare ciò che è emerso

Al nostro sondaggio, “Le coppie giovanissime preferiscono serie tv e divano al sesso”: ragazzi di Bergamo rispondete , hanno aderito 50 ragazzi di Bergamo rispondendo a cinque veloci domande allo scopo di confermare oppure confutare un articolo pubblicato su Repubblica (LEGGI QUI) in cui la giornalista Elisabetta Muritti ha analizzato un nuovo fenomeno, quello delle ‘baby-coppie‘ della Generazione Zeta.  Si tratta di coppie di giovanissimi che a differenza dei loro genitori sono decisamente poco selvaggi e ribelli, ma interessati al cibo, ai ristoranti, alle serie tv, alle pulizie di casa e al comfort delle pantofole e del divano in casa dei genitori. I loro valori sono gli  amici, la famiglia, lo studio e solo alla fine, il rapporto di coppia. Le baby-coppie della Generazione Zeta diffidano dell’amore che strappa i capelli, anche se hanno un’età in cui dovrebbero invece sperimentare disordine e autonomia.

“Sdraiati sul divano abbracciati a guardare qualcosa”. “Cena a casa con la mia famiglia, passeggiata con il cane e tv”. “Andare in un locale a bere qualcosa o stare a casa a guardare un film”. “Una serata romantica sul divano con pizza, film e tante coccole”.

Queste sono solo alcune delle risposte che abbiamo ricevuto dagli intervistati (LEGGI QUI TUTTE LE RISPOSTE) e che confermano lo studio pubblicato su Repubblica: i giovani hanno relazioni stabili e durature che si creano sin dai primi anni dell’adolescenza, investono molto sul futuro della coppia, progettando passi importanti quali matrimonio e figli e, infine, amano la comodità della casa, prediligendo alle serate in discoteca e le notti folli in cerca di un amore facile, una serata tranquilla in compagnia del proprio partner, sul divano, nella comodità della casa trascorrendo le ore davanti alla TV e dedicandosi ad un affetto più compito (ma non per questo meno forte).

E’ un fenomeno che, di certo, si distanzia dalla trasgressione che ha caratterizzato gli anni dei nostri genitori e che si innesta in quella grande discussione degli ultimi anni attorno ai millenials, visti come una generazione dalle passioni tiepide, senza fuoco né fiamme. Tutto vero. Ma è davvero così sbagliato preferire un divano, un amore profondo e sincero, un bel film ad una serata di bagordi?

Lucio Dalla cantava: “L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”. E se potesse esser considerato un gesto rivoluzionario scegliere un amore stabile ad una  relazione da una notte? Perché per aver il distintivo di “Giovane” bisogna per forza scegliere l’amore che strappa i capelli? Chi ha detto che non si può essere giovani e selvaggi in un amore nato a 15 anni e che dura tutt’ora?

Domande troppo difficili e complesse per rispondere da sola. Mi sono affidata alla dottoressa Claudia Pelizzoli, psicologa e psicoterapeuta: volto e nome noto di BGY grazie alla sua rubrica, “L’angolo della psicologa.”

“Pensando all’ esperienza professionale maturata negli ultimi anni con i teenager del territorio di Bergamo e provincia mi trovo vicina a quanto asserito dai colleghi che si sono espressi nell’articolo di D-Repubblica, Alberto Pellai (medico psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore al Dipartimento di scienze biomediche dell’Università degli Studi di Milano) e Marco Rossi (psichiatra e sessuologo, presidente della Società italiana di sessuologia ed educazione sessuale).

Per quanto disponga di un osservatorio ristretto, la sensazione è che anche nella nostra città simile fenomeno si stia affacciando: cominciano a comparire coppie che si formano piuttosto precocemente (talvolta già a 14-15 anni), si stabilizzano nel tempo e consolidano routine (cena a casa del/la fidanzatino/a; film sul divano il sabato sera,…), spesso rinforzate dalle famiglie d’origine.

Per i genitori di oggi queste baby coppie, apparentemente meno trasgressive e passionali di quelle del passato, sono rassicurati poiché maturano l’esperienza affettiva “sotto i loro occhi”, tra le mura domestiche, al riparo dai pericoli del mondo esterno.
Per gli adolescenti sperimentare precocemente una relazione stabile (e talvolta statica) comporta il vantaggio di potersi svincolare da alcune difficili sfide evolutive: l’ansia della solitudine, il rischio di soffrire, la paura di esporsi in nuove esperienze.
Seppur con motivazioni differenti, quindi , sia gli adulti che gli adolescenti sembrano essere, molto più che in passato, attivi nella ricerca di sicurezza e stabilità da un punto di vista emotivo e relazionale.
Complice il periodo storico che stiamo vivendo, all’insegna della precarietà (lavorativa, economica, politica,…), la ricerca di “basi sicure” si intensifica invitando a prediligere i rapporti prevedibili e ripetitivi.

Si tratta di esperienze di coppia che i ragazzi descrivono come positive e che, probabilmente, li avvicinano al mondo delle relazioni sentimentali in modo “soft”, senza quello sturm und drang a cui siamo abituati pensando al binomio adolescenti e innamoramento. Non è detto che tale fenomeno sia necessariamente negativo, ma certamente comporta il rischio di restare imprigionati nella gabbia dorata di una relazione “comoda”, ma al contempo poco dinamica e stimolante.
Personalmente ritengo che, in giovane età, vivere qualche turbamento amoroso possa essere un’esperienza formativa importante nella crescita affettivo-sessuale dell’individuo; rinunciarvi in favore della prevedibilità di un rapporto pseudo-adulto non rischia di annacquare la bellezza di quei sentimenti vivi e passionali propri dell’adolescenza?”

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