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Volley femminile

Foppa, che ti succede? Inizio da incubo con 5 sconfitte e domenica si va a Novara

Zero punti in cinque partite, squadra ancora a pezzi e un altro impegno durissimo all'orizzonte: per le rossoblu è l'avvio più difficile di sempre.

Cinque partite, cinque sconfitte, zero punti e ultimo posto in classifica. Sembra un incubo ma è la dura realtà in casa Foppapedretti, una situazione che nessuno a inizio anno avrebbe pronosticato e che mai abbiamo vissuto nella storia gloriosa del Club.

TROPPI FATTORI CONTRO – Anche contro Conegliano la squadra ha sbattuto contro un presente carico di dubbi, paure e una buona dose di sfortuna: giocare in formazione rimaneggiata, con l’obbligo di dover fare punti e con l’opposta peggiore in campo (molto negativa la prova di Malagurski: 0/13 in attacco e una virgola a referto) sarebbe difficile per chiunque. Figuriamoci affrontando uno squadrone che profuma di Champions League come quello veneto che può permettersi di giocare senza Hodge, Folie e con Fabris a mezzo servizio e vincere comunque agevolmente grazie soprattutto ad una Bricio perfetta.

ALLARME CLASSIFICA – Nelle prime giornate si diceva di guardare al campo, al lavoro, ai progressi, di dare tempo alle infortunate di rientrare. Tutto vero, logico e giusto. Chiedere di più ad una squadra priva della palleggiatrice titolare (senza avere una riserva di esperienza), priva anche della schiacciatrice azzurra Sylla, con Marcon e Popovic non al meglio è certamente difficile. Però va detto che dopo cinque partite e con la trasferta di Novara alle porte (sesta sconfitta possibile, non partiamo certo favoriti…) la classifica inizia a preoccupare e il rischio di dover trascorrere la stagione a lottare per la salvezza con Legnano, Firenze e Filottrano potrebbe diventare concreto. Insomma, se hai un organico decimato la classifica sarà anche falsa e ribaltabile ma, prima o poi, i punti devi farli per non rischiare grosso. E, in ogni caso, la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia (passano le prime otto) già oggi appare molto difficile e veder sfumare un obiettivo senza nemmeno giocarlo brucerebbe maledettamente.

COSA SALVARE – Tornando al match di mercoledì sera i motivi per sorridere sono sostanzialmente tre. Il primo è aver rivisto in campo Malinov e Sylla, sebbene ancora in condizioni precarie e impiegate part-time pur riuscendo ad innalzare subito il livello della squadra. Da loro due devono ripartire le speranze di risalita della china, e il più presto possibile. Il secondo motivo è il pubblico che non ha smesso per un istante di trascinare la squadra, in particolare la Nobiltà Rossoblù. In momenti così difficili la vicinanza alla squadra è fondamentale per uscire tutti insieme dalla palude e dalle amorevoli coccole dei tifosi le ragazze devono trarre linfa per rialzarsi e tornare ad essere la vera Foppa. Il terzo è l’aver trovato in Battista un cambio affidabile per i martelli: la giocane orobica convince sempre di più e il suo ingresso mercoledì ha propiziato la vittoria del secondo parziale.

COSA NON VA – Per il resto sono emersi i soliti problemi: regia imprecisa, lunghi passaggi a vuoto che compromettono i parziali (1-11 in avvio di primo, da 17-17 a 17-25 nel terzo) e la nuova bocciatura dell’opposta Malagurski, che veniva da prestazioni opache e che continua a non convincere. Ma forse dopo le stagioni di Skowronska, Barun, Diouf e altre ci siamo fatti troppo la bocca buona…

A NOVARA SENZA PRETESE – Prossima partita in calendario sarà domenica a Novara, match difficilissimo che servirà a mettere nuovi minuti nelle braccia e nelle gambe di Malinov e Sylla. Sul risultato nessuna illusione, tutto quello che verrà a fronte di una prestazione “da Foppa”, gagliarda e attenta allo stesso tempo sarà ben accetto. Il vero campionato della Foppa inizierà infatti il mercoledì successivo, 22 novembre, nell’impegno casalingo infrasettimanale contro Firenze. Da lì in poi (Pesaro-Filottrano a seguire…) sarà davvero vietato sbagliare, la squadra dovrà essere al 100% per andare a prendersi i punti pesanti che aspettiamo da un mese.

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