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Doll therapy, viaggi in treno e sensory room: innovativi trattamenti per l'Alzheimer - BergamoNews
A gorle

Doll therapy, viaggi in treno e sensory room: innovativi trattamenti per l’Alzheimer

Alla Casa di cura Caprotti Zavaritt inaugurato un nuovo laboratorio: è la prima e unica realtà in tutta Italia a disporre di un innovativo servizio di terapie non farmacologiche domiciliari.

Doll therapy, finti viaggi in treno e sensory room: l’Istituto Casa di Riposo Caprotti Zavaritt di Gorle ha da poco ampliato la propria offerta, aggiungendo alcuni importanti servizi per coloro i quali soffrono di demenza senile o di morbo di Alzheimer.

L’inaugurazione di questo nuovo ambulatorio, avvenuta nella mattinata di sabato 11 novembre, ha riscosso gran successo ed è stata aperta dal saluto introduttivo del presidente dell’Istituto, il dottor Luca Fasulo. 

Quest’iniziativa, realizzata nell’ambito del progetto sperimentale di Bergamo Sanità “Avrò cura di te”, ha permesso alla casa di riposo in via Arno 14, Gorle, di diventare la prima e unica realtà in tutta Italia a disporre di un innovativo servizio di terapie non farmacologiche domiciliari in grado di “garantire un aiuto alle persone che soffrono di questi disturbi e ai propri famigliari”, come racconta il presidente della cooperativa sociale Bergamo Sanità Stefano Ghilardi.

Quali sono questi nuovi trattamenti? Primo fra tutti è la “terapia del treno”, la quale consiste in una fedele ricostruzione di una carrozza ferroviaria – con tanto di schermi che riproducono filmati di viaggi – in grado di diminuire ansia e affaticamento dei pazienti e offrendo loro, inoltre, l’opportunità di rivivere atmosfere o situazioni positive precedenti alla malattia.

In secondo luogo troviamo la “Empathy Doll” (o “Doll Therapy”), che sfrutta speciali bambole di peso e dimensioni molto simili a dei veri neonati per stimolare le abilità cognitive residue dei pazienti e, allo stesso tempo, per permettergli di manifestare emozioni che altrimenti rimarrebbero inespresse.

Ultima, ma non meno importante, è la “sensory room”, uno strumento all’avanguardia che stimola l’interazione e abbassa i livelli di aggressività e di stress, rilassando chi ne fa uso.

“Grazie al contributo di Bergamo Sanità – spiega Adriana Belotti, direttrice dell’Istituto Caprotti Zavaritt – siamo riusciti ad offrire questa possibilità di uscire sul territorio con la Residenza Sanitaria Assistenziale aperta e con il nostro laboratorio innovativo e all’avanguardia”.

Un indiscusso motivo di prestigio per l’Istituto nato nel 1980 e amministrato dalla Chiesa Valdese di Bergamo, che può ora vantare un laboratorio dove, nei confronti dei pazienti che presentano demenza senile o morbo di Alzheimer, vengono adoperate delle terapie non farmacologiche atte a stimolarli emotivamente e a favorire il loro rilassamento. Questo va ad aggiungersi alla RSA, ossia la tradizionale accoglienza e assistenza di persone anziane parzialmente o totalmente non autosufficienti, e al CDI (Centro Diurno Integrato), che offre la possibilità di trascorrere le giornate all’interno della struttura a quegli anziani che pur vivendo ancora in casa da soli o con la propria famiglia, desiderano usufruire di servizi socio-assistenziali.

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