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Unesco, Franceschini: “Le fortezze di Venezia segno della nostra identità” fotogallery

Il ministro della Cultura Dario Franceschini a Bergamo per la consegna del riconoscimento Unesco alle Mura venete.

In una sala Funi gremita come nelle grandi occasioni, con ospiti di tre Paesi (Italia, Croazia e Montenegro) delle sei città che si sono conquistate il riconoscimento Unesco, il ministro Franceschini dà una lettura nuova a questo titolo.
“Un tempo, in un’epoca di guerra i monumenti venivano distrutti, oggi assistiamo al terrorismo che colpisce i luoghi importanti della cultura, della religione, della formazione perchè segno di una diversità – continua Franceschini -. Noi oggi abbiamo un nuovo compito, una nuova responsabilità: dobbiamo difendere il patrimonio. Questo è un sito transnazionale che potrà aprirsi ad altri siti e altre città che hanno condiviso con Venezia lo stesso destino. A Zara hanno riposto, dopo decenni, leone alato di San Marco sopra una porta per ricordare il dominio di Venezia. Quel leone ha un significato molto importante: valorizza ciò che ci unisce. Questa non è una giornata come tante, dobbiamo essere orgogliosi e non dobbiamo annacquare le nostre identità”.
 
Prima di raggiungere il sindaco Giorgio Gori e le autorità a Palazzo Frizzoni, il ministro si è presentato a sorpresa alla prova del Borgomastro di Sardaam al teatro sociale di Città Alta, dove ha incontrato il direttore della Fondazione Donizetti Francesco Micheli e l’assessore alla cultura del Comune di Bergamo Nadia Ghisalberti. Due chiacchiere sulla imminente stagione, sul teatro e i suoi progetti di valorizzazione: poi Franceschini si è isolato per assistere alle prove di orchestra e coro, a un passo dal palco, in piedi, in silenzio.
Poi di corsa a Palazzo Frizzoni, dove il ministro ha firmato un protocollo che dà il via e sostiene le iniziative legate al sito Unesco “Opere di difesa veneziane tra il XVI E XVII secolo – stato de terra, stato de mar occidentale”, sito che vede Bergamo capofila di una rete di tre nazioni (Italia, Croazia, Montenegro), tre regioni (Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, di cui erano presenti gli assessori alla cultura) e 6 città (Bergamo, Peschiera, Palmanova, Zadar, Sibenik e Kotor).
“È una giornata molto simbolica per la quale dobbiamo essere orgogliosi”. Gori ha ricordato l’emozione del 9 luglio scorso a Cracovia. “Bergamo ha la nobiltà e il pregio di avere questa costruzione che abbraccia Città Alta e che la accomuna ad altre città per creare un sito che si estende per mille chilometri”.
Il sindaco ha anche ringraziato tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto, da Carullo a Macario fino al suo predecessore Tentorio. “Eravamo partiti in undici ma 5 di queste città hanno preferito attendere. Guardiamo al futuro con fiducia per preservare, conservare e valorizzare questo patrimonio”.
E mentre le autorità delle sei città firmano il protocollo che le vede unite nella valorizzazione e conservazione del sito Unesco, Giovanni Cappelluzzo legge al pubblico che è in sala l’atto che unisce tutte le municipalità che si impegnano a preservare le cinta murarie di Venezia.

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