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Facebook censura il Bacio di Rodin? No, colpa degli algoritmi

«Un’immagine che mostra eccessivamente il corpo o presenta contenuti allusivi»

Succede, a volte, che gli algoritmi su cui ormai tutti i siti internet – anche quelli più blasonati – basano il proprio funzionamento, commettano qualche errore, quando però sono gli algoritmi di Facebook a sbagliare, la portata mediatica e la risonanza di tali errori viene notevolmente ingigantita. È quanto successo recentemente in merito alla mostra che avrà luogo a Treviso dal 24 febbraio 2018 e che ha come immagine-chiave il celebre “Bacio” di Rodin, realizzato nella seconda metà del 1880 da quello che viene definito il progenitore della scultura moderna.

Cos’è successo? La piattaforma di Zuckerberg si è rifiutata di promuovere l’immagine della celebre scultura, ispirata all’episodio di Paolo e Francesca appartenente al canto V della Commedia dantesca. Il motivo? «Un’immagine che mostra eccessivamente il corpo o presenta contenuti allusivi», come riporta sul proprio profilo Facebook “Linea d’Ombra”, studio trevigiano specializzato in grandi mostre d’arte. Lo stesso social consiglia poi di «…utilizzare contenuti che si concentrano sul prodotto o servizio, evitando allusioni di natura sessuale».

Anche Marco Goldin, il curatore della mostra, ha deciso di spendere due parole in merito al fatto accaduto, dicendo che: «Ha destato sconcerto la notizia che il post pubblicato stamattina riservato alla prossima apertura delle prenotazioni della rassegna destinata alle sculture e alle opere su carta di Auguste Rodin, sia stato bocciato nella sua promozione». In effetti, come dargli torto: di scandalo si è trattato eccome.
Una situazione a dir poco paradossale: un’immagine da sempre annoverata come uno dei simboli della storia dell’arte che viene equiparata alle immagini di carattere sessuale che circolano in rete; l’arte, universalmente considerata il canone della bellezza per eccellenza, che viene rifiutata in quanto «…presenta contenuti allusivi…».

Dopo un breve lasso di tempo, Facebook ha prontamente rimediato al proprio errore: a seguito della denuncia mossa dagli organizzatori della mostra, i responsabili del celebre social network hanno risolto l’inghippo grazie alla procedura del “double-check” (doppio controllo), revocando il provvedimento e ripristinando il post precedentemente rifiutato. Gli stessi responsabili hanno poi spiegato che il disguido era stato causato dall’algoritmo che gestisce il controllo e la diffusione delle immagini, che aveva rilevato l’immagine dell’opera come inopportuna.
“L’arte è contemplazione” diceva Rodin; confidiamo che ce lo lascino fare.

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