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Segna e fa il saluto fascista: l’esultanza-shock a Marzabotto, teatro delle stragi

Dopo il gol l'attaccante del Futa 95, Seconda categoria emiliana, ha mostrato la maglia della Repubblica Sociale di Salò e fatto il saluto romano sotto la tribuna di Marzabotto

Un gesto sconsiderato e vergognoso, compiuto per di più sul campo da calcio di Marzabotto, teatro delle stragi nazi-fasciste dell’autunno 1944.

Marzabotto

È successo domenica 12 novembre, quando un giocatore del Futa 65 ha segnato il gol-vittoria contro la formazione di casa (campionato di Seconda categoria) per poi dirigersi verso gli spalti con il braccio destro teso nel saluto fascista, togliendosi la maglietta da gioco per mostrare il simbolo dell’aquila della Repubblica Sociale Italiana.

Immediate le proteste delle associazioni partigiane e dell’amministrazione del comune emiliano. La società Futa 65 ha espresso il proprio rammarico con un comunicato, annunciando di aver sospeso e multato il giocatore.

Lo stesso ragazzo, resosi conto della gravità del suo gesto, ha espresso le sue scuse con un post su Facebook nel pomeriggio di lunedì 13 novembre.

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