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“Il Natale è la festa per antonomasia, no al primato del denaro sull’uomo”

Savino Pezzotta, già leader della Cisl e da sempre impegnato e attento alle dinamiche dei lavoratori e della società, interviene sulle aperture natalizie dell'OrioCenter che hanno scatenato polemiche a non finire.

Savino Pezzotta, già leader della Cisl e da sempre impegnato e attento alle dinamiche dei lavoratori e della società, interviene sulle aperture natalizie dell’OrioCenter che hanno scatenato polemiche  a non finire. 

Viviamo tempi contraddittori in cui non si perde o non si trova lavoro, ma contemporaneamente il lavoro sta perdendo in dignità. Questo pensiero mi è venuto apprendendo che per tutte le domeniche di dicembre, le festività infrasettimanali e anche a Natale, Santo Stefano e Capodanno OrioCenter resterà aperto e le dipendenti e i dipendenti dovranno lavorare. Mi si dirà che la legge lo permette, ma non credo che lo consenta il buon senso e il rispetto che dobbiamo alla cultura del nostro popolo bergamasco e alle sue tradizioni più sentite.

Purtroppo è la logica del consumo a ogni costo che tende a dominare e calpesta ogni memoria popolare e toglie alle persone, che dovranno lavorare, il diritto alla festa. E’ il segno che la vita di relazione, di compagnia e di convivialità non ha alcun valore e che per vendere qualche merce in più e incrementare i profitti, la si può sopprimere. Quello che conta è il denaro.

Sono questi fatti che mi convincono che se non si riuscirà a costruire un umanesimo capace di rispettare le tradizioni culturali che formano l’ethos popolare e se le persone non potranno più distinguere il tempo dello stacco dall’attività di tutti i giorni per poter fare festa, la dimensione umana ne sarà colpita in profondità.

Il Natale non appartiene solo alla tradizione cattolica, ma alla cultura popolare, civile, religiosa e laica del nostro Paese.

Bisogna stare molto guardinghi e evitare che il primato dell’economico abbia il sopravvento sulla dimensione dell’umano, di cui la Festa, per la sua natura profondamente umana e culturale, è
espressione e si pone a tutti come scelta etica. Non ci sono civiltà in cui non si abbia un tempo da dedicare alla festa e nella nostra cultura popolare il Natale è festa per antonomasia.

Sulla scorta di queste valutazioni s’intende meglio la consegna civile, umana e religiosa della festa. Perché la festa è prima è un tempo che va oltra il puro e necessario riposo, ma rappresenta la
possibilità dell’incontro gioioso delle persone ecco perché essa non può essere svalutata per una manciata di euro.

La Festa, in particolare quella di Natale per il significato che rappresenta, non può essere consegnata al denaro, al consumo e al lavoro, ma spetta all’uomo e al suo incontro con altri. È rispetto dovuto al comune sentire.

Dimenticare la Festa di Natale, profanarla è arroganza di seduttori che vogliono asservire lo spazio e il tempo. Dalla Festa ignorata, calpestata come un giorno qualunque, si genera la licenza di
aggressione all’ambiente e alla dignità umana.

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