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Ordinanze antiprofughi, la Ruah porta in tribunale 5 sindaci

Un'"azione civile contro la discriminazione" da parte della cooperativa nei confronti dei comuni di Ardesio, Palazzago, Palosco, Pontida e Seriate

Un'”azione civile contro la discriminazione”. È quella che la cooperativa Ruah, che in Bergamasca gestisce circa la metà dei richiedenti asilo, ha intrapreso nei confronti di 5 amministrazioni del centrodestra che hanno adottato le ordinanze che prevedono multe per chi accoglie senza comunicarlo in anticipo ai Comuni. L’azione è stata intrapresa con il supporto dell’Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) e i Comuni che hanno ricevuto la notifica sono quelli di Ardesio, Palazzago, Pontida e Seriate (Lega Nord), oltre a quello di Palosco (lista civica dell’area centrodestra).

Contro le ordinanze leghiste si era già mossa la Prefettura di Bergamo, che verso la metà di ottobre aveva inviato a tutti i Comuni interessati una lettera per valutare “con urgenza l’opportunità di provvedere all’annullamento dell’ordinanza, al fine di prevenire l’insorgere di un contenzioso e dei relativi effetti” (leggi qui), fissando il termine massimo per rispondere entro il giorno 18. Il ricorso risale al 12 ottobre.

“Successivamente è circolata voce che alcuni sindaci intendano revocare le rispettive ordinanze anche a seguito dell’invito del prefetto – spiega l’avvocato Alberto Guarisio -, ma in molte ordinanze, che sono per loro natura temporanee, i primi cittadini avevano manifestato l’intenzione di inserire le medesime previsioni in un successivo regolamento comunale in modo da farle diventare definitive. Vogliamo quindi verificare se queste revoche, se davvero ci saranno, sono solo un artificio tecnico o se significano davvero l’abbandono di previsioni che riteniamo contrarie alla legge, inutili e discriminatorie”.

“Tutto ciò è ridicolo e insensato – replica il segretario della Lega Lombarda, Paolo Grimoldi – ed è ancora più ridicolo ed insensato che, insieme all’annullamento delle ordinanze o di eventuali regolamenti in seguito adottati, i ricorrenti richiedano anche un risarcimento, non si a che titolo, di 18mila euro da parte di ognuno dei Comuni interessati”.

“La cooperativa Ruah ora si mette anche a denunciare i sindaci – aggiunge il segretario provinciale Daniele Belotti – legittimi rappresentanti eletti dai cittadini con una chiara azione politica mirata a spaccare ancor di più le comunità. Ma il vescovo Beschi è a conoscenza di queste denunce?”.

Interpellati sull’argomento, i primi cittadini del Carroccio replicano così: “L’ordinanza, che tra l’altro stiamo rimuovendo proprio in questi giorni, non è neanche stata applicata – commenta Cristian Vezzoli (Seriate) -. Mi chiedo dunque che cosa possiamo aver discriminato. Visto così, mi sembra più che altro un modo per fare cassa”.

Michele Jacobelli (Palazzago) sostiene invece di avere già rimosso l’ordinanza, lasciando però trasparire di non avere alcuna intenzione di alzare bandiera bianca: “Se battaglia vogliono, battaglia avranno. Inserire le previsioni dell’ordinanza nel regolamento comunale? Vedremo… In futuro non posso escludere che cercherò di tutelare nuovamente i cittadini”.

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