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Aperture natalizie a Oriocenter, la Cisl: “Liberismo che non ci piace”

Alberto Citerio, Segretario Generale della Fisascat Cisl di Bergamo: "Oriocenter si trincera dietro le responsabilità di essere una struttura internazionale: ebbene, dovrebbe prima fare il conto di come si comportano negli altri paesi"

Alberto Citerio, Segretario Generale della Fisascat Cisl di Bergamo, interviene con un duro attacco al centro commerciale di Oriocenter.

“Ho letto questa mattina articoli e commenti relativi al nostro sulle aperture natalizie di Oriocenter, con prese di posizione della proprietà del mall bergamasco in merito alle quali chiedo la vostra ospitalità per sottolineare alcuni aspetti….

Di cosa stiamo parlando? I sindacati non si ribellano ai cinema aperti nel giorno di Natale…ce ne guarderemmo bene. La libera impresa che fa il conto sulle proprie forze e non utilizza il lavoro subalterno in posizione di ricatto ci vede schierati al suo fianco. Oriocenter avvisa che sarà aperto “solo cinema e area food”: stiamo parlando di migliaia di metri quadri, con decine di ristoranti, tutti con superfici importanti e ognuno con decine di dipendenti…

Ma il cinema, per noi, ha il botteghino dei pop corn, non decine di ristoranti e centinaia di dipendenti a disposizione (e contiamo che la galleria che separa cinema e ristoranti necessita di addetti alle pulizie, alla sorveglianza, alla manutenzione tecnica e tecnologica…..).
Non si può chiamare cinema natalizio. Il cinema è un pretesto: alla fine saranno di più le persone che saranno obbligate a lavorare che i clienti che entreranno, ma serviranno a dimostrare che l’apertura era necessaria.

Inoltre tutti si dimenticano del 26 dicembre. E il 26 per noi è Natale, e una cosa così non era mai successa….Per questo ci siamo “sollevati”.
Ci giunge voce che Oriocenter si trinceri dietro le responsabilità di essere una struttura internazionale: ebbene, dovrebbe prima fare il conto di come si comportano negli altri paesi…..

Il nostro sindacato ha spesso fatto la parte di ci urla nel deserto: i nostri annunci sono rimasti spesso inascoltati. Ma oggi facciamo i conti dell’estinzione dei negozi di vicinato. Tra poco dovremo pubblicare i necrologi dei cinema, che invece stavano riscoprendo una nuova giovinezza, il tutto alla faccia di un liberalismo che proprio non ci piace”.

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