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L’annuncio stupisce e fa storcere il naso: "Cercasi domestica, prima lingua italiano, seconda il bergamasco” - BergamoNews
Razzismo?

L’annuncio stupisce e fa storcere il naso: “Cercasi domestica, prima lingua italiano, seconda il bergamasco”

L'offerta di lavoro in un'agenzia del centro di Bergamo. Il titolare: "Mi scuso, ma è per una cara amica. Le domestiche straniere che ha avuto, hanno lasciato brutti ricordi".

Ci segnalano attoniti, infastiditi, un annuncio di offerta lavoro. L’annuncio campeggia lì, in mezzo alla vetrina di un’agenzia di Bergamo. Il titolo già cattura l’attenzione: “Donna bergamasca o lombarda”. Sotto le righe con i dettagli: “Cerchiamo, per famiglia signorile con abitazione in Bergamo centro, una domestica esperta max 50 di espressa cultura italiana a cui affidare il riassetto e le pulizie giornaliere della casa (250 metri quadri), che abbia come prima lingua italiano e seconda il bergamasco”.

Segue l’indirizzo email o l’invito a consegnare a mano il curriculum vitae.

Un’offerta di lavoro singolare. Troppo singolare. In cui l’unica caratteristica, a parte l’età e il fatto che sia generalmente esperta, è la lingua (italiana e bergamasca). La famiglia sarà anche signorile, ma l’annuncio è quel tanto fuori luogo che basta a graffiare l’aggettivo precedente. Anzi a farlo decadere immediatamente. E allora suoniamo all’agenzia, ci fanno accomodare e chiediamo se quell’annuncio non sia un po’ razzista. Gentili e davvero disponibili, in pochi secondi si palesa il titolare. Ci fa accomodare e spiega: “L’annuncio è tremendo, selettivo, forse troppo e lo capisco – spiega il titolare dell’agenzia -. Me lo ha chiesto un’amica, esasperata perché purtroppo, e sarà un caso, tutto le domestiche che ha avuto le hanno sottratto qualcosa in casa. Mi ha chiesto esplicitamente chi cercava e dapprima ho arricciato il naso, poi ho deciso di assecondarla. L’offerta di lavoro non è stata e non verrà pubblicizzata, se non su questa vetrina. Capisco tutto lo stupore, ho faticato io stesso a scrivere questo messaggio, ma è stata un’esplicita richiesta ad un’amica in difficoltà”.

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