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I dati

Crescono fatturato, ordini e addetti: ottavo trimestre positivo per l’industria bergamasca

Occupati in aumento del 2,5% ma la Cisl di Bergamo è critica: "Nell'incremento di oltre 7mila unità circa 3mila sono stati inseriti tramite agenzie di somministrazione. Cresce l'occupazione ma non la sua qualità".

Nonostante lo stock delle imprese attive risulti in calo su base annua (-0,3%, ovvero 247 in meno a 85.413 unità) per il quinto trimestre consecutivo, secondo il servizio studi della Camera di Commercio di Bergamo anche nel terzo trimestre dell’anno è proseguita la fase di ripresa della produzione industriale in nella nostra provincia.

La variazione congiunturale, in un periodo come quello estivo tipicamente anomalo e di difficile “destagionalizzazione”, è modesta (+0,1%) ma consente di inanellare l’ottavo trimestre consecutivo di crescita. Nel confronto con il corrispondente trimestre dell’anno scorso la dinamica si attesta solidamente al +1,6%, portando così la crescita complessiva dei primi tre quarti del 2017 a un promettente tendenziale del +2,2%.

A livello regionale la dinamica positiva si rafforza e, dopo l’esito incerto dello scorso trimestre, accelera al +0,4% con un tendenziale al +3,1%.

Il fatturato dell’industria bergamasca è in crescita, sospinto da una domanda vivace, anche sul mercato interno, e da un rincaro delle materie prime parzialmente trasferito sui prezzi alla produzione. Gli ordinativi sono in accelerazione, sia quelli esteri sia quelli dal mercato interno, questi ultimi con una crescita tendenziale notevole nell’ultimo trimestre.

Molto positivi anche i segnali sul fronte occupazionale, con un aumento degli addetti dell’industria sia nel trimestre che su base tendenziale. Nei primi tre trimestri del 2017 l’occupazione industriale è aumentata del +0,7%, dopo una crescita complessiva del +0,6% nel 2016.

Una conferma dell’estensione della ripresa alle diverse filiere della manifattura proviene, oltre che dagli ordini interni dell’industria, dalla congiuntura dell’artigianato orobico con una progressione della produzione del +1,1% nel trimestre e una crescita tendenziale del +3,8%. La variazione media dei primi nove mesi dell’anno raggiunge il +2,8%, un dato superiore alla media regionale.

Le aspettative sul trimestre finale dell’anno sono prevalentemente ottimistiche nell’industria e in progressivo miglioramento anche nell’artigianato.

Nel commercio al dettaglio, il volume d’affari a Bergamo aumenta su base annua del +3,6%, come risultato di una flessione nell’alimentare (-3,2%) e di un aumento nel non alimentare (+4,8%) e nel commercio non specializzato (+3,5%). Il più ampio campione dell’intera Lombardia segnala tuttavia un incremento del volume d’affari complessivo modesto (+1,1%).

Informazioni da una fonte diversa (IRI-Information Resources) rispetto all’indagine congiunturale segnalano invece vendite del largo consumo confezionato in ipermercati e supermercati in calo tendenziale sia a Bergamo che in Lombardia.

Più promettente (e con maggiore coerenza tra dato provinciale e regionale) il quadro nei servizi diversi dal commercio al dettaglio. Il volume d’affari è in crescita sostenuta (+2,7%) sia a Bergamo che nella media regionale.

La dinamica tendenziale è positiva in tutti i comparti delle imprese di servizi bergamasche: commercio all’ingrosso, alberghi e ristoranti, servizi alle persone e, con un recupero importante, anche nei servizi alle imprese che, nella media regionale, registrano una netta accelerazione da inizio anno.

Nell’edilizia si è arrestata la caduta, ma i dati medi regionali sono ancora deboli e indicherebbero un lieve arretramento rispetto a un anno fa.

“L’Indagine congiunturale del terzo trimestre 2017 – commenta il presidente Paolo Malvestiti – conferma che a Bergamo, come in Lombardia, la ripresa sta procedendo a buon ritmo e sta generando nuova domanda di lavoro e occupazione. È in corso un rafforzamento della crescita a livello europeo e internazionale e la nostra industria sta beneficiando al meglio del canale estero, ma ha preso vigore anche la domanda interna, soprattutto di beni d’investimento, segno che il rinnovo degli impianti e l’innovazione stanno accelerando. Tutta la filiera della manifattura è in movimento: cresce l’industria e cresce l’artigianato di produzione, con un risultato per Bergamo superiore alla media regionale. Anche nei servizi abbiamo segnali positivi, pur con qualche incertezza sull’andamento delle vendite nel commercio al dettaglio e sulla dinamica dei consumi finali. Mi preme sottolineare il dato occupazionale perché il miglioramento del mercato del lavoro dà fiducia e può consolidare la ripresa anche sul versante delle famiglie, dei redditi e dei consumi. L’indagine congiunturale, i dati degli addetti delle imprese iscritte in Camera di Commercio e altre fonti di informazione sul lavoro sono concordanti: l’occupazione sta aumentando in diversi settori dell’economia provinciale. Ora concentriamoci sulla qualità e sulle competenze del lavoro che sono il carburante dell’innovazione 4.0 e della crescita della produttività”.

Secondo le elaborazioni camerali sui dati delle forze lavoro al primo semestre 2017, gli occupati residenti in provincia di Bergamo sono in aumento tendenziale del +2,5% e il tasso di disoccupazione è sceso dal 5,2 al 4,4% della forza lavoro. Nel terzo trimestre queste tendenze positive sono rafforzate da una congiuntura favorevole, il che fa presumere un risultato soddisfacente a fine anno.

Un dato sul quale è stata critica la Cisl di Bergamo che, tramite il segretario generale Ferdinando Piccinini, ha espresso le proprie perplessità: “Cresce l’occupazione, non la sua qualità – ha spiegato – Il dato più significativo che emerge dall’analisi congiunturale della Camera di Commercio di Bergamo è l’incremento degli addetti, che conferma le stime sul tasso di disoccupazione, di oltre 7.000 unità, un andamento molto positivo che conferma il trend in atto nel nostro Mercato del Lavoro. L’altro dato, però, è il tema di un’occupazione non ancora stabile: oltre 3.000 nuovi inserimenti, infatti, sono avvenuti attraverso agenzie di somministrazione. Per questo dobbiamo iniziare a interrogarci sul livello di qualità dell’occupazione che questo territorio riesce a creare e delle iniziative che come sindacato riusciremo a mettere in campo sul terreno della stabilizzazione dei lavoratori”.

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