Erminio Maffioletti, maestro carismatico di infaticabili sperimentazioni - BergamoNews

Arte

La mostra

Erminio Maffioletti, maestro carismatico di infaticabili sperimentazioni

Figura carismatica dell'arte a Bergamo, lo ribadisce la bella mostra allestita alla Galleria Ceribelli di via San Tomaso 86, aperta fino al prossimo 25 novembre.

Figura carismatica dell’arte a Bergamo, Erminio Maffioletti resta una delle personalità più interessanti e inquiete della pittura del Novecento, ben oltre l’orizzonte localistico della scuola e delle ricerca.

Lo ribadisce la bella mostra allestita alla Galleria Ceribelli di via San Tomaso 86, aperta fino al prossimo 25 novembre.

Dopo l’omaggio della città nel 2013 per il centenario della nascita con le due ampie retrospettive impaginate nella sede centrale del Credito Bergamasco e a Seriate nella sala espositiva municipale, la rassegna in corso offre una sintesi varia e intensa del talento espressivo dell’artista. Attraverso le fasi mai scontate di un’indagine inesausta, la cui qualità fu sempre altissima e in tempestiva sintonia con la ricerca coeva di respiro internazionale, scorrono alle pareti i colori bruciati della piena maturità degli anni Cinquanta, l’irruenza spaziale e cromatica della decade seguente, le incombenze e i volumi archetipici degli anni Settanta, i movimenti e le saturazioni spaziali degli ultimi anni.

Che Maffioletti sia stato un maestro, lo si coglie in ogni momento, nel crescendo espressivo di cui è capace nel trasmutare di modi e forme nelle stagioni dell’arte, e nella capacità di evocare ogni volta, sottotraccia, la materia viva della realtà di cui la sua pittura si sostanzia.

Docente capace e generoso per molti studenti liceali della città negli anni più aspri e vivaci del dibattito ideologico e formale dal secondo dopoguerra, Maffioletti ha contribuito a plasmare lo stile pittorico e scultoreo di almeno due generazioni di artisti a Bergamo. Il portato della sua personalità trapela non solo nel confronto stilistico tra le opere da cavalletto, ma anche nelle numerose commissioni pubbliche sul territorio di cui si fece carico con autorevole dedizione.

La pregevole pubblicazione a corredo della mostra – “Erminio Maffioletti 1955 – 2003” (ed Lubrina) – ospita una sintetica ma approfondita analisi della parabola artistica dell’autore a cura di Fabrizio d’Amico e dà conto, con ragionato excursus firmato da Anna Maria Spreafico, dell’opera pubblica e della catena di committenze degli anni in questo senso più fertili, dai Cinquanta ai Sessanta.

Dal bassorilievo collocato a soffitto in passaggio Cividini (al numero 1 di via Tiraboschi), al ciclo di decori per la sala maggiore della Camera di Commercio, ai mosaici dell’Ufficio anagrafe del Comune, all’arredo per il palazzo storico del Credito Bergamasco e, tra le opere sacre, alla monumentale Crocifissione e papa Pio X realizzata per l’altare maggiore della Chiesa della Celadina.

La nutrita selezione di opere in mostra – “Cascine”, “Composizioni”, “Metamorfosi”, “Crete”, “variazioni antropomorfe”, “Insediamenti” – documenta l’agilità del segno e la solidità d’impianto del linguaggio dell’autore, che ci parla di una condizione esistenziale ricca, tesa tra i poli della tradizione e quelli di una ricerca sempre aperta al confronto con le più stimolanti istanze del contemporaneo. Una biografia multiforme, quella di Maffioletti, interamente dedicata all’arte in una carriera lunga quasi un secolo, scandita da sperimentazioni infaticabili che meritano di essere conosciute e riscoperte.

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