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Impresa di Sara Dossena alla maratona di New York: all’esordio la clusonese è sesta

La 32enne di Clusone, proveniente dal triathlon, chiude con il secondo tempo italiano del 2017, a due minuti e mezzo dalla vincitrice Flanagan.

Per una trentina di chilometri la sua canotta rosa fluo e i suoi calzettoni a righe colorati alzati fino a sotto il ginocchio sono stati la più bella sorpresa della maratona di New York: Sara Dossena, 32enne originaria di Clusone portacolori della Laguna Running, si è piazzata nel gruppo di testa e ha fatto la gara da vera protagonista, al proprio ritmo e alle sue condizioni.

Alla fine dei 42 chilometri il cronometro diceva 2 ore, 29 minuti e 39 secondi: secondo tempo italiano del 2017 e prima europea al traguardo, mica male per un’atleta all’esordio ufficiale su questa distanza.

In una maratona che è tornata dopo 40 anni a stelle e strisce con la vittoria di Shalane Flanagan, già argento olimpico a Pechino sui 10mila metri e sesta a Rio lo scorso anno sui 42 chilometri che ha chiuso a 2h26’53”, Sara Dossena è stata preceduta dalla keniana Mary Keitany, tre volte consecutive sul gradino più alto del podio nella Grande Mela e arrivata un minuto dopo la vincitrice, dall’etiope Mamitu Daska (un minuto e mezzo meglio dell’italiana), dalla keniana Edna Kiplagat (3 secondi meglio della Dossena) e dalla statunitense Allie Kieffer che l’ha spuntata al fotofinish.

Una prestazione superba che ha sorpreso anche la clusonese e che la candida per una maglia della Nazionale, sogno che lei stessa ha confessato di coltivare in un articolo pubblicato sul sito ufficiale della Federazione Italiana di Atletica Leggera, a firma Alessio Giovannini: “Da oggi sono una maratoneta. Correre a New York era il mio sogno. Ci speravo, ma non avrei mai creduto che si realizzasse in questo modo con un posto tra le prime dieci e un crono sotto le 2h30. È proprio vero, questa è ‘la’ maratona: l’atmosfera è super ad ogni angolo, i quartieri pieni di gente che faceva il tifo come fosse mia mamma. È un percorso duro, pieno di saliscendi, ma me lo sono goduto tutto. All’inizio siamo partite troppo piano e mi sono messa davanti io. Che problema c’è? Mica potevo far fare la gara alle altre, anche se temevo che prima o poi il cambio di ritmo sarebbe arrivato. Solo negli ultimi cinque chilometri la fatica si è fatta un po’ sentire, ma in generale non sono mai stata a fare troppi calcoli. Un’esperienza del genere è la più bella risposta che si possa dare contro il terrorismo: perché la corsa come la vita continua, senza paura. Grazie al mio coach Maurizio Brassini, questo risultato è una vittoria di entrambi. Prossimo traguardo la maglia azzurra”.

(foto fb Sara Dossena)

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