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Meningite, l’infettivologo: “Malattia rara, come riconoscere i primi sintomi”

Abbiamo fatto il punto sulla malattia con Marco Rizzi, direttore dell'unità malattie infettive del Papa Giovanni XXIII dal 2011.

Il caso della bimba di sei anni deceduta per meningite giovedì sera all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (leggi qui) accende un faro su questa malattia che colpisce in particolar modo i bambini.
Abbiamo fatto il punto sulla malattia con Marco Rizzi, direttore dell’unità malattie infettive del Papa Giovanni XXIII dal 2011.
La meningite è un’infiammazione delle meningi, cioè delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale e che hanno una funzione protettiva. Questa infiammazione si ripercuote sul cervello determinando gravi sintomi neurologici che possono portare, sia pure di rado, gravi complicanze come sordità, ritardo mentale e paralisi, fino, in situazioni estreme, alla morte.

Professor Rizzi da che cosa è provocata la meningite?
“Le cause possono essere molteplici, tuttavia nella maggior parte dei casi la malattia è di origine infettiva ed è causata principalmente da virus e batteri. La forma virale è più comune, ma per fortuna anche più benigna: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. La forma batterica, invece, è più rara ma estremamente più seria”.

Quanto è diffusa da noi?
“È bene ricordarlo che si tratta di una malattia rara. In Italia abbiamo 150/180 casi all’anno. Quindi è bene non lanciare allarmismi inutili”.

Quali sono le persone più esposte alla meningite?
“I bambini e gli adolescenti, nelle persone adulte sono meno esposte a meno che soffrano già di altre patologie che abbassano le loro difese”.

Quali sono i primi sintomi e che cosa si deve fare?
“I sintomi possono essere diversi anche a seconda dell’età. Principalmente la malattia si manifesta con febbre elevata, pianto lamentoso, sonnolenza, difficoltà all’alimentazione e nello stare in piedi”.

Come comportarsi se si sospetta la meningite?
“In caso di presenza di questi sintomi nei bambini è bene ricorrere subito al consulto di un medico o di un pediatra. A queste visite, se si sospetta la meningite seguono li esami del sangue e del liquido cerebrospinale, un liquido che bagna cervello e midollo spinale e può essere prelevato attraverso una puntura lombare”.

Il trattamento della meningite batterica si basa soprattutto sulla terapia con antibiotici. Identificare esattamente il batterio responsabile è importante sia per decidere quale antibiotico utilizzare, sia per stabilire se occorre effettuare una profilassi antibiotica delle persone che possono essere entrate in contatto con il malato. In generale, tanto più precoce è il trattamento, tanto maggiori sono le probabilità che questo abbia successo e che la malattia guarisca senza esiti. Purtroppo, può capitare che la malattia colpisca in modo fulminante, portando a gravi conseguenze o al decesso in poche ore anche se è stata fatta una terapia adeguata.

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