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Festeggia l’Atalanta sul Monte Misma, dopo 5 mesi muore: gli amici risalgono per ricordarlo foto

Il 29 maggio Giovanni Poma di Bolgare era salito sul monte per apporre una bandiera della Dea in Europa. Due settimane fa è scomparso, a soli 43 anni: ecco come è stato commemorato

Il suo ricordo rimarrà indelebile nei cuori di chi lo conosceva. Il suo volto li osserverà dalla cima di quel monte che scalava spesso. Quella di Giovanni Poma è la storia di una vita finita troppo presto, a soli 43 anni, per un male incurabile, ma anche di un gruppo di amici che farà di tutto per non dimenticarlo.

Con gesti come quello di domenica 29 ottobre. A meno di due settimane dalla scomparsa del fabbro di Bolgare, sette suoi amici hanno scalato il Monte Misma e hanno apposto a una croce una bandiera con il suo volto. Domenica 29 maggio, erano saliti tutti insieme e Giovanni aveva appeso alla stessa struttura in ferro un vessillo dell’Atalanta per festeggiare la qualificazione in Europa League.

Poma viveva con la moglie e la figlia di soli 17 anni. Cresciuto nel paese della Bassa, era legato alla famiglia e dedito al lavoro: “Ogni giorno si alzava alla sei del mattino e rientrava alle sette di sera – racconta la sorella Oriana, ancora scossa – . Alla sera usciva a correre o andava in piscina. Alla domenica saliva sui monti. Era instancabile. Nessuno lo poteva fermare”.

Fino allo scorso 25 aprile. Quel giorno il 43enne dopo un pranzo con i parenti inizia a sentirsi poco bene. Un malore passeggero, sembra: “Invece con il passare dei giorni la situazione peggiorava sempre più – aggiunge la sorella – . Dopo alcune settimane i medici gli hanno diagnosticato un tumore al cervello. E non si poteva più operare”.

Oltre al lavoro e allo sport, un’altra grande passione di Giovanni era l’Atalanta: “La seguiva da anni, andava sempre allo stadio per sostenerla”. Tanto che domenica 29 maggio, sfidando anche la malattia ed entusiasta per il traguardo europeo raggiunto dagli uomini di Gasperini, era salito sul Monte Misma, da Entratico, a 1180 metri e aveva apposto alla croce una bandiera atalantina con la scritta “Voglia d’Europa”.

Poi però, quell’Atalanta europea a cui teneva tanto, l’ha potuta vedere solo per poco: “Quella è stata la sua ultima scalata. Poi non ce l’ha più fatta – spiega la sorella con la voce rotta dal pianto – . Il quindici ottobre ci ha lasciati. Un dolore immenso, per la figlia ancora piccola, per la moglie, e per me. Avevamo un rapporto speciale”.

Come quello che lo legava agli amici. Sette suoi coetanei, o quasi, con i quali usciva alla sera e scalava i monti alla domenica, che gli sono stati vicini in queste drammatiche settimane. A pochi giorni dalla sua morte, a cinque mesi esatti dalla scalata per l’Atalanta, domenica lo hanno ricordato a modo loro: “Non ne sapevo nulla – svela la sorella – . Verso le due di pomeriggio mi hanno inviato le foto della bandiera con il volto di mio fratello sul Misma. Sono scoppiata in lacrime”.

Una gita carica di emozione che ha rischiato di trasformarsi in un altro dramma. Alla spedizione ha preso parte anche Carlo, un sessantenne che conosceva Giovanni. L’uomo a metà percorso è stato colpito da un leggero infarto: “Ora è in ospedale ma per fortuna sta bene – racconta Oriana Poma – . I medici hanno detto che la camminata in un certo senso ha favorito l’infarto, ma che è stato un bene che sia arrivato in quel momento e quindi ancora in fase leggera rispetto a ciò che avrebbe potuto essere qualche giorno dopo. Credo sia stato un gesto di Giovanni dall’alto. Così come il tramonto rosso di domenica sera, abbiamo pensato a un suo segno per ringraziare gli amici”.

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