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Il papà di Bara agli indagati: "Ditemi la verità, com'è morto mio figlio?" - BergamoNews
L'appello

Il papà di Bara agli indagati: “Ditemi la verità, com’è morto mio figlio?”

Sidy Thiam, il papà di Mamadou Lamine "Bara" il ventenne senegalese di Almè ritrovato senza vita in un burrone ad Ubiale di Clanezzo nella serata di domenica 23 luglio, è stato ricevuto dal Prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi

“Bara è morto da oltre tre mesi, il magistrato non ci ha ancora chiamato, vorremmo sapere a che punto sono le indagini sulla morte di nostro figlio Bara” afferma Sidy Thiam, il papà di Mamadou Lamine “Bara” il ventenne senegalese di Almè ritrovato senza vita in un burrone ad Ubiale di Clanezzo nella serata di domenica 23 luglio.

“Chiedo solamente di sapere la verità. Alle tre persone indagate e a quanti sanno chiedo di dire che cosa è successo davvero quella notte. Lo chiedo al Prefetto di Bergamo, lo chiedo a tutti i bergamaschi: non è giusto che un ragazzo di vent’anni muoia così”.

Due parole, verità e giustizia, che un’ottantina di persone chiedono a gran voce sotto la sede della Prefettura di Bergamo nel pomeriggio di sabato 28 ottobre. Uno striscione, diversi cartelloni, la bandiera del Senegal e diverse televisioni del Paese africano seguono questa vicenda.

Sono da poco trascorse le 16.30 quando un’ottantina di persone dell’associazione Senegalesi in Italia osserva un minuto di silenzio in memoria di Bara.

“L’Italia, questo grande Paese, ci ha reso nobili. Ma chiediamo che tenga alta l’attenzione sulla morte del nostro Bara che ha perso la vita per futili motivi” dice un giovane al microfono.

Yety Dia, presidente dell’associazione che ha sede a Ciserano, rimarca: “Il nostro presidio è pacifico. Vogliamo solamente ricordare all’opinione pubblica e alle istituzione di mantenere alta l’attenzione su questo caso finché non si sarà fatta completamente luce. La vita è preziosa, ancora di più per un ragazzo di 20 anni. Siamo grati al Prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi che ha accettato subito la nostra richiesta. Con i genitori di Bara consegneremo una lettera, nella quale chiediamo solamente che emerga la verità e si faccia giustizia”.

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