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Non è così male! Il diabete raccontato da Matilde

«Non è così male! Il diabete raccontato da Matilde» è un piccolo libro scritto dalla protagonista Matilde Bianca Ambrosioni che con la spontaneità e l’ottimismo dei suoi dieci anni racconta come vive questa sindrome.

«Non è così male! Il diabete raccontato da Matilde» è un piccolo libro scritto dalla protagonista Matilde Bianca Ambrosioni che con la spontaneità e l’ottimismo dei suoi dieci anni racconta come vive questa sindrome.

Lo ha dedicato alle sue maestre e ai suoi compagni della scuola «Locatelli» e presentato e regalato ad amici e parenti nei giorni scorsi all’Artisan Café di via San Bernardino in città, dove ha spento le sue dieci candeline. Una copia verrà regalata anche a tutte le biblioteche di Bergamo con il patrocinio dell’associazione «Noi. Insieme per i diabetici insulinodipendenti».

Scoprire a quasi nove anni, dopo un controllo di routine, di avere il diabete, cambia sicuramente la vita. Poiché avere il diabete significa, scrive Matilde, che: «La glicemia, cioè il livello di zucchero presente nel mio sangue, non resta costante come negli altri bambini, ma continua a cambiare». Con la conseguenza di diversi disturbi. Prosegue poi Matilde: «Da più di un anno ormai provo la glicemia al mattino, prima di pranzo, a merenda, prima e dopo cena. Di notte, per fortuna, me la prova la mamma e io non mi accorgo di niente. CHE INVENZIONE LA MAMMA!». Poi dopo il controllo occorre fare l’insulina se la glicemia è alta, se è bassa il consiglio è «mangiare caramelle, che non è affatto male…» scrive sempre Matilde.

Accettare tutto questo per più volte al giorno e in diversi contesti che vanno dalla propria casa alla scuola, dalla strada alla palestra per una bambina non deve essere stato facile. Infatti è sempre Matilde che scrive «la puntura d’insulina fatta ogni volta che mangio, almeno dieci minuti prima…non mi piace perché a volte l’ago mi fa male e mi lascia i lividi, che non mi donano per niente!». Ma ecco poco dopo la riflessione ottimista: «Presto però metterò il microdiffusore che è una macchinetta con un tubicino che entra nella mia pancia, rilasciando insulina solo schiacciando un semplice bottone. SARÀ MOLTO MEGLIO!!!».

Spiega la mamma Caterina Francolini, che quanto a iniziativa e coraggio non è seconda a nessuno,:«Ho detto a Matilde che piangersi addosso non potrà farla guarire e l’ho perciò invitata a pensare in positivo…stimolandola con una serie di domande alla stesura di questo libricino curato per l’impaginazione grafica dalla zia Giorgia e la Fille Bertha per l’illustrazione della copertina…». Che, banalmente, è come dire di guardare al classico bicchiere come mezzo pieno anziché mezzo vuoto. Detto e fatto anche perché Matilde come lei stessa si descrive è «una bambina vivace, con i piedi giganti e tanta voglia di divertirsi, perché..ODIO ANNOIARMI!!!».

Il suo libricino spiegherà ad altri bambini come si può affrontare il diabete e ugualmente vivere serenamente e felici. Conclude infatti il suo scritto con queste parole:«Avere il diabete non è poi così male, io mi ci sono abituata e ormai mi sembra normale. Il diabete, come altre cose nella vita, ha dei lati brutti ma anche dei piccoli vantaggi, perché molti bambini, vedendo che sono forte e coraggiosa, vogliono diventare miei amici!».