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Agricoltori in piazza: “Negati diritti su lavoro usurante e previdenza” foto

Quasi duecento lavoratori in presidio davanti alla Prefettura. Agricoli CISL in piazza in tutta Italia

La FAI CISL scende nelle piazze di tutta Italia a sostegno di progetti di riforma che coinvolgono i lavoratori dell’agricoltura, della trasformazione alimentare, della pesca, della forestazione e della bonifica. Delegati e militanti hanno dato vita a presidi e sit-in davanti alle Prefetture per incontrare i cittadini e animare una sottoscrizione su un’agenda che attraversa i temi settoriali della previdenza, dei giovani, del rilancio dei salari, del fisco, del mercato del lavoro, della lotta allo sfruttamento e al caporalato.

Per la Lombardia, la manifestazione si è tenuta a Bergamo, dove hanno partecipato quasi duecento lavoratori provenienti da tutta la regione, “in rappresentanza delle migliaia di persone – ha detto il segretario regionale Massimiliano Albanese – che anche oggi sono nei campi, nelle serre o in fabbrica. Noi non siamo in sciopero, ma manifestiamo per sottolineare come ci siano ancora negati importanti riconoscimenti in materia di diritti”.

La FAI rivendica, infatti, il riconoscimento dello status di lavoro usurante per i braccianti agricoli, gli addetti imbarcati della pesca, i lavoratori alimentari impegnati in reparti disagiati, gli operai forestali e della bonifica: condizione che permetterebbe il pensionamento con 35 anni di contributi. Si richiede poi di rafforzare gli incentivi a sostegno dell’occupazione giovanile, di istituire nuovi ammortizzatori sociali universali. Sul versante dei salari, si invoca l’innalzamento delle retribuzioni dei contratti agricoli di prestazione occasionale, l’alleggerimento del carico fiscale sui redditi medio-bassi e lo sblocco del contratto nazionale degli operai idraulico-forestali, fermo da cinque anni. Quanto al contrasto allo sfruttamento, la FAI esige la piena attuazione della legge 199 sul caporalato, con un cambio di marcia sul fronte della prevenzione mediante un maggiore coinvolgimento delle parti sociali agricole sui territori.

“Siamo qui – sono le parole del segretario generale FAI Luigi Sbarracon le nostre proposte per chiedere che Governo e Regioni aprano un confronto stabile e strutturato con il sindacato sul futuro dei comparti agroalimentari, forestali e ambientali a partire dalla loro risorsa più importante: il capitale umano. Senza buon lavoro non può esserci buona impresa, né recupero di produttività e competitività del sistema-Italia. Ecco perché rivendichiamo diritti essenziali per un popolo di quasi 2 milioni di lavoratori: donne e uomini impegnati in comparti che hanno sostenuto il Paese negli anni peggiori della crisi e che ora tanto possono fare per la ripartenza. La sfida riguarda tutti, sindacato, associazioni datoriali e istituzioni: accogliere i punti della nostra piattaforma vuol dire raccogliere questa occasione, puntando al miglioramento delle condizioni dei lavoratori e al riscatto civile, morale, economico del Paese”.

“Anche nella provincia di Bergamo – ha dichiarato Gigi Bramaschi, segretario generale della Fai Cisl provincialel’agricoltura e la trasformazione alimentare hanno da sempre un ruolo importante nell’economia locale. La nostra provincia vanta un primato per il numero di formaggi DOP; Formai de Mut, Taleggio, Quartirolo Lombardo, Salva e, buon ultimo lo Strachitunt. Poi ci sono l’olio, il salamino cacciatore, qualche vino DOC certificato….tutta una serie di produzioni di qualità e di provenienza certa e apprezzati in Italia e nel mondo. Forte l’incidenza degli addetti del comparto agroalimentare, ambientale, forestale sulla popolazione attiva. È per questa categoria di lavoratori che la Fai ha messo in campo una agenda di riforme volta al riconoscimento di importanti diritti in materia di lavoro usurante, previdenza e mercato del lavoro”.

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