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Orio, un anno dopo sindaci e cittadini tornano a sfilare: “Vogliamo un tetto ai voli”

Sabato 28 ottobre alle 15 nuova manifestazione di protesta sotto la torre di controllo: “Un aeroporto al servizio del territorio e non un territorio al servizio dell'aeroporto”.

“La salute non è tutto, ma senza la salute tutto è niente”: un anno fa undici sindaci, assessori regionali e comitati aeroportuali dell’hinterland aeroportuale avevano preso in prestito una citazione di Arthur Schopenhauer per manifestare il proprio dissenso contro l’attività dello scalo di Orio al Serio (nella foto un’immagine di quella giornata ndr).

Una manifestazione pacifica che verrà replicata sabato 28 ottobre quando amministrazioni, rappresentanti della Regione e semplici cittadini torneranno a sfilare sotto la torre di controllo dell’aeroporto: ritrovo fissato alle 15 al sottopasso di via Aeroporto, lato Oriocenter, e marcia verso l’ingresso del Caravaggio.

Lo scorso anno con i sindaci di Azzano San Paolo, Bagnatica, Bolgare, Brusaporto, Cavernago, Grassobbio, Grumello del Monte, Orio al Serio, Lallio, Seriate e Stezzano c’erano i comitati aeroportuali di Azzano, Bagnatica, Bergamo, Grassobbio, Orio, Seriate e Treviolo, gli assessori regionali bergamaschi Claudia Maria Terzi e Alessandro Sorte e la consigliera regionale della Lega Nord Silvana Saita.

Le motivazioni che li spingono a una nuova iniziativa di protesta sono le stesse di 12 mesi fa: dalla priorità di mettere un tetto al numero dei voli alla sospensione dell’attività notturna nella fascia dalle 23 alle 6 fino all’avvio della Valutazione Ambientale Strategica.

Una battaglia, hanno sempre specificato, non contro l’aeroporto ma per una maggiore vivibilità di chi risiede nel circondario, nel nome della tutela della salute dei cittadini. E lo slogan scelto quest’anno va proprio in questa direzione: “Un aeroporto al servizio del territorio e non un territorio al servizio dell’aeroporto”.

Se lo scorso anno a sfilare c’erano circa 300 persone, sabato si attende una partecipazione ancora maggiore: la sperimentazione delle nuove rotte, infatti, ha mosso anche altri territori che fino a 12 mesi fa non si sentivano coinvolti dalla questione aeroportuale.

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