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Endine, ripresi i lavori per la struttura turistica in riva al lago, ma è polemica: “Un ecomostro”

Il circolo culturale della Valcavallina punta il dito contro il progetto che prevede la realizzazione di una struttura turistico-ricettiva in riva al lago.

Da un paio di settimane i lavori nel cantiere allestito tra la statale 42 del Tonale e della Mendola e la riva del lago sono ripresi a pieno ritmo: qui, nell’area “Gerù” di proprietà del Comune di Endine Gaiano, sorgerà una struttura turistico-ricettiva, come da bando lanciato dall’amministrazione comunale nel corso del 2015.

L’idea vincente rispetto al passato era stata quella di prevedere una concessione di 25 anni, in modo da dare la possibilità di instaurare un’iniziativa imprenditoriale continua nel settore turistico, ricreativo, ricettivo e sportivo intesa a valorizzare quel particolare versante del lago d’Endine: all’interno della concessione anche la gestione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande; la gestione dei servizi igienici, nel rispetto delle barriere architettoniche, disponibili e funzionanti anche nel periodo invernale; la gestione dell’area interna al perimetro oggetto di gestione, con dettagliata indicazione degli sviluppi previsti per la stessa e delle attività di intrattenimento e svago proposte nei diversi periodi dell’anno; l’apertura, la chiusura, la pulizia, la custodia e la gestione amministrativa, tecnica e organizzativa dei terreni e delle strutture affidate in concessione.

Un’occasione che, in cambio di un canone annuo di 8.500 euro da versare nelle casse comunali, hanno colto al volo Aldo e Vladimir Kola, imprenditori albanesi che da 25 anni risiedono a Endine Gaiano e che da fine 2016 gestiscono il bed & breakfast K-Beach, proprio di fronte all’area in questione.

Nel loro progetto, che nelle intenzioni punta al rilancio del turismo del lago ed è stato realizzato dall’architetto Pietro Mario Scarsi di Endine, un ristorante, un bar, un ampio solarium e una terrazza, il tutto sviluppato su due piani di circa 300 metri quadrati ciascuno, ai quali si aggiungono i 150 per la terrazza.

Un progetto innovativo ma contro il quale ha puntato da tempo il dito il circolo culturale della Valcavallina che l’ha presto ribattezzato “ecomostro”: “Incomprensibile come nessuno si sia opposto a una costruzione così vicina a riva – spiega il presidente del circolo Aldo Bellini – Noi abbiamo preso una posizione ben definita per quanto riguarda tutte le lottizzazioni in prossimità del lago e abbiamo sollecitato più e più volte anche la soprintendenza. Gli unici che si sono mossi in nostra difesa sono i componenti di Italia Nostra Bergamo. Dal canto nostro abbiamo chiesto ai quattro sindaci dei paesi rivieraschi, Endine, Ranzanico, Monasterolo del Castello e Spinone, di prendere in considerazione la possibilità di vietare le costruzioni tra la statale e il lago, per salvaguardarne la bellezza naturale e per lasciare che anche i nostri figli e nipoti ne possano godere in futuro. Ce l’hanno presentata come iniziativa per la promozione turistica: secondo noi è semplicemente uno scempio”.

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