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Disagi per i 500 utenti al giorno del punto prelievi: suggerimenti per superarli

Federconsumatori: "Lunghe attese, difficile lettura del cartellone e pochi posti a sedere". Il direttore generale del Papa Giovanni: "Accusa ingiusta e infondata. Da noi oltre 500 pazienti al giorno, tempi di erogazione delle prestazioni di una ogni 30 secondi"

Federconsumatori punta il dito sul centro prelievi dell’ospedale di Bergamo: “Disagi per i pazienti, difficile la lettura del cartellone, pochi i posti a sedere”. Il direttore generale del Papa Giovanni risponde: “Accusa ingiusta e infondata. Ogni giorno oltre 500 i pazienti che si rivolgono a noi, con tempi di erogazione delle prestazioni di una ogni 30 secondi”

“Denunciamo l’inspiegabile scarsa attenzione dell’ospedale riguardo ai notevoli disagi che i pazienti sono costretti a subire al ‘punto prelievi’, nel periodo che intercorre dall’accettazione delle richieste di esami e prelievi e l’effettuazione dei medesimi”. Così Federconsumatori che, “dopo le ripetute segnalazioni pervenuteci”, spiega di essere andata direttamente sul campo per riscontrare le positività e le anomalie lamentate.

“Positivo che ai distributori dei biglietti necessari ad accedere agli sportelli dedicati alle prenotazioni si possa contare sulla presenza di Personale dedicato a informare e indirizzare correttamente coloro i quali hanno difficoltà nell’uso degli strumenti a disposizione – scrive il presidente Umberto Dolci -. Efficiente (tempo di attesa in ora di punta circa 10 minuti) la gestione delle richieste di prelievi, consegna campioni, informazioni e pagamento anticipato ticket”. Ma superata la prima fase, che coinvolge sia chi si è recato all’ospedale senza prenotazione sia coloro che hanno prenotato telefonicamente e/o telematicamente, inizierebbe la snervante e faticosa attesa del prelievo. “I posti a sedere della sala d’attesa sono insufficienti per tutti coloro che stanno aspettando l’uscita del loro numero sul tabellone luminoso – prosegue l’associazione -. Tabellone che, si avverte, non comunica i numeri assegnati in ordine progressivo bensì con un criterio sconosciuto che obbliga a non perderlo di vista. Ne consegue che chi non si può sedere è obbligato a sostare nel passaggio dove si aprono le stanze dei prelievi. Una volta occupati tutti gli spazi interni non resta che uscire nel corridoio centrale dove ci sarebbero anche panchine ( a loro volta in numero insufficiente per soddisfare la richiesta) ma, per non rischiare di perdere il posto, si deve restare affacciati verso l’interno per non perdere d’occhio il tabellone luminoso”.

La lettera, poi, conclude con un doppio suggerimento: “Dato che l’attesa per il prelievo può superare anche le due ore, e farle in piedi con l’occhio fisso al tabellone non è una ginnastica consigliabile per la maggior parte degli utenti del servizio in questione, Federconsumatori “suggerisce” alla direzione due semplici accorgimenti: A) L’installazione di un tabellone luminoso sopra l’uscita della sala prelievi simile a quello posto sopra l’ingresso della sala prenotazioni; B) La posa in opera di altre panchine nel corridoio in posizione utile alla vista del tabellone”.

Carlo Nicora, direttore dell'Ospedale Papa Giovanni

“Sostenere che la direzione mostra ‘inspiegabile scarsa attenzione’ ai supposti disagi registrati dai pazienti del Centro prelievi è un’accusa ingiusta e infondata – replica il direttore generale dell’ospedale Carlo Nicora, sciorinando i numeri  registrati al centro prelievi -. Ogni giorno sono in media più di 500 i pazienti che si rivolgono a noi, con tempi di erogazione delle prestazioni richieste – dall’accettazione al prelievo e/o alla consegna del campione biologico – di una ogni 30 secondi. Solo lo scorso anno abbiamo registrato in totale quasi 230 mila accettazioni e 140 mila prelievi”. In particolare “nella giornata di lunedì 23 ottobre abbiamo gestito 667 pazienti, di cui 55 bambini, 65 disabili e 24 donne in gravidanza che dovevano sottoporsi alla curva glicemica. Anche per queste tipologie di pazienti e di prestazioni, che richiedono tempi di gestione più lunghi della media, sono numeri insolitamente alti, perché in media al giorno eseguiamo 30 prelievi a disabili, 20 prelievi a bambini e una decine di curve glicemiche”.

Sui numeri dei posti a sedere nella sala d’attesa, “sono il massimo consentito dalla vigente normativa antincendio – prosegue Nicora – a cui evidentemente siamo chiamati ad attenerci per la sicurezza delle 11 mila persone che transitano all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ogni giorno”.

Rispetto alle critiche al tabellone “È un sistema intelligente che, secondo criteri tutt’altro che sconosciuti, stabilisce le priorità, non in base all’ordine di arrivo degli utenti, ma in base alle prestazioni che devono eseguire”. La sequenza “come spiegato anche sui monitor, tra gli avvisi a scorrimento continuo”, secondo Nicora sarebbe tutt’altro che casuale: “All’arrivo l’utente riceve un numero consecutivo e la chiamata al Centro prelievi così come agli ambulatori, non avviene in ordine progressivo, perché i numeri vengono poi smistati per canale (consegna campioni, esami prenotati, esami non prenotati…). Questo sistema consente a chi ha già prenotato di non fare la fila per l’accettazione e di passare direttamente al prelievo, alle persone con disabilità e ai bambini di seguire percorsi prioritari, a chi deve solo consegnare i campioni biologici di non fare la coda per il prelievo del sangue”.

Venendo ai suggerimenti “l’installazione di un tabellone esterno è un’idea su cui stiamo già lavorando e presto si realizzerà”; mentre sulla posa in opera di altre panchine, “ne valuteremo la fattibilità e le ripercussioni sulla sicurezza. Dobbiamo tenere conto – conclude – del percorso delle macchinine elettriche che facilitano gli spostamenti a chi è in difficoltà, dei percorsi tattili per i non vedenti e dei percorsi previsti dai vigili del fuoco in caso di incendio”.

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