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Smog a Bergamo, in 15 anni trend in calo, ma il 2017 è un anno critico: l'infografica - BergamoNews
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Smog a Bergamo, in 15 anni trend in calo, ma il 2017 è un anno critico: l’infografica

Lo storico mostra come rispetto ai primi anni 2000 la situazione sia migliorata: i livelli di inquinamento, influenzati dalle precipitazioni, sono in diminuzione e secondo l'esperto il merito è dell'insieme di provvedimenti normativi su traffico veicolare, riscaldamento e comparto industriale.

Dopo dieci giorni consecutivi con i livelli di Pm10 nell'aria oltre il limite di legge dei 50 μg/m³, sono scattate dalla mattinata di martedì 24 ottobre le limitazioni temporanee di secondo livello previste dall'accordo aria nei Comuni con più di 30mila abitanti di fascia 1 e 2 e in tutti i territori aderenti in cui si sono verificati gli sforamenti.

Alle misure di primo livello, stop alle vetture private diesel di categoria inferiore o uguale a Euro 4 dalle 8.30 alle 18.30 e ai veicoli commerciali diesel fino a Euro 3 dalle 8.30 alle 12.30, divieto di sosta con motore acceso, divieto di utilizzo di generatori a legna per il riscaldamento domestico con classe inferiore a 3 stelle, l'introduzione del limite di 19 gradi per le temperature medie nelle abitazioni e nei negozi e divieto di combustioni all'aperto, si aggiunge il prolungamento della limitazione per i veicoli commerciali diesel Euro 3 fino alle 18.30, lo stop a quelli Euro 4 dalle 8.30 alle 18.30 e l'innalzamento del divieto di utilizzo di generatori a legna fino alla classe a 4 stelle.

A preoccupare, oltre al protrarsi dell'emergenza, è il livello di concentrazione delle polveri sottili nell'aria: la media del Pm10 rilevata nelle stazioni bergamasche del programma di valutazioni della provincia (Bergamo via Garibaldi, Bergamo via Meucci, Dalmine via Verdi, Osio Sotto, Treviglio, Filago via Don Milani, Calusco d'Adda, Casirate d'Adda) dai 72.3 μg/m³ di martedì 14, giorno di attivazione delle limitazioni di primo livello, ha toccato la punta massima dei 120.3 μg/m³ nella giornata di sabato 21.

Alla luce degli ultimi sforamenti, dall'1 gennaio al 22 ottobre in provincia di Bergamo il limite massimo dei 50 μg/m³ è già stato superato per 51 volte (ma lunedì 23 la media è precipitata a quota 11.2), ben oltre la soglia annuale prevista per legge dei 35 giorni.

Per capire la gravità della situazione basta fare un confronto storico: lo scorso anno i giorni da bollino rosso erano stati complessivamente 53 mentre di questo periodo si era “solo” a 27, 32 nel 2015 e 37 nel 2014. Per ritrovare una situazione simile bisogna andare a ritroso fino al 2012, quando al 22 ottobre furono 69 i giorni oltre il limite. Il dato peggiore degli ultimi 15 anni, invece, è del 2003, con addirittura 106 giorni di sforamento che alla fine dell'anno arrivarono a 112.

Se è vero che rispetto ai primi anni 2000 la situazione è migliorata, l'inversione di tendenza a cui si sta assistendo deve far riflettere: stando alla mera conta dei giorni all'anno oltre ai limiti, dopo i 110 registrati nel 2007 si era scesi progressivamente ai 75 del 2008 e ai 72 del 2009 e del 2010, prima di una risalita a 99 e 98 nel 2011 e 2012. L'altalena continua: 69 giorni oltre i limiti nel 2013, 56 nel 2014, 80 nel 2015 e i già citati 53 del 2016: per il 2017 il dato tornerà inevitabilmente a risalire.

“Al di là di fluttuazioni tra un anno e l'altro, legate alla variabilità delle condizioni meteorologiche – spiega il responsabile dell'Unità Operativa qualità dell'aria del settore monitoraggi ambientali Guido Lanzani - il trend valutato su più anni è complessivamente in diminuzione, benché il limite di non più di 35 giorni sopra a 50 microgrammi al metrocubo richiesto dalla direttiva sia un obiettivo non ancora raggiunto. Si rileva al proposito come il 2017 sia stato sin qui particolarmente critico in particolare alla fine del mese di gennaio e nel mese di ottobre, entrambi con precipitazioni molto inferiori alla norma”.

Particolarmente significativa è anche la media di Pm10 registrata durante tutto l'anno: per questo parametro la soglia di riferimento da non oltrepassare è quella dei 40 μg/m³, obiettivo rispettato da tutte le stazioni della Lombardia nel 2016 e che a Bergamo città non viene superato dal 2012 (la media allora fu di 43 μg/m³).

Al 22 ottobre la media annua è di 37 μg/m³ ma le previsioni meteo mettono un grosso punto interrogativo sulla possibilità di restare anche quest'anno sotto il limite massimo dei 40 μg/m³.

“Il trend rilevato delle concentrazioni di Pm10 – continua Lanzani - è collegato alla riduzione delle emissioni dovuta all’insieme dei provvedimenti normativi regionali, nazionali ed europee, quali, ad esempio, la riduzione di Pm10 primario dal comparto traffico connesso al rinnovo del parco circolante: i veicoli a benzina dotati di catalizzatore ed i veicoli con filtro antiparticolato  permettono infatti di ridurre in modo significativo le emissioni di polvere dal tubo di scappamento rispetto ai veicoli più vecchi, pur rimanendo significative le emissioni di ossidi di azoto dei veicoli diesel oltre che quelle di Pm10 primario da tutti i veicoli derivanti dall’usura di freni e pneumatici. Altre riduzioni sono state ottenute nel settore del riscaldamento - in relazione agli interventi di risparmio energetico oltre che al rinnovo degli apparecchi più vecchi – e nel comparto industriale, con la diffusione delle migliori tecnologie disponibili. Molta strada è stata fatta, sebbene davanti a noi altrettanta sia ancora da percorrere”.

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