Il presidente

“Tutto liscio al seggio, ma gestione del voto complicatissima”

Il presidente di seggio di una sezione della Bergamasca racconta le fatiche del weekend, tra il malfunzionamento dei dispositivi elettronici della giornanta di sabato e operazioni di voto che invece si sono svolte molto velocemente e senza intoppi domenica.

Il responso finale è semplice: “Tutto liscio per gli elettori, meno per noi”. Parola di un presidente di seggio della Bergamasca, per di più di un seggio con controprova cartacea della votazione sperimentale, prima volta in Italia, tramite dispositivi elettronici.

A “voting machine” spente e a risultati acquisiti (ma ancora ore dopo la chiusura dei seggi i dati non arrivano), il referendum per l’autonomia della Lombardia ha lasciato aperti altri due quesiti, forse altrettanto interessanti: il voto tramite tablet ha funzionato? E, soprattutto, è replicabile?

Il “nostro” presidente di seggio divide il proprio giudizio: “In generale le operazioni elettorali sono state molto fluide e senza intoppi – commenta – Al netto di qualche anziano che ha avuto bisogno di spiegazioni supplementari non ci sono stati grossi problemi con gli elettori: era davvero semplice e veloce votare, nella mia sezione solamente in tre hanno avuto qualche grana con l’ultimo passaggio e con la conferma della propria scelta mentre altri hanno avuto bisogno di una guida vocale dall’esterno della cabina per poter concludere con successo l’operazione”.

Il più anziano a votare nella sua sezione è stato un novantenne ma il caso più particolare ha visto come protagonista un altro elettore non giovanissimo che si è presentato al seggio con un “pizzino”, consegnato al presidente con la singolare richiesta di esprimere il voto scritto a penna al suo posto: “Diceva di non essere abituato alla tecnologia”.

Se il voto ha funzionato dal punto di vista della capacità dell’elettorato di affrontare la novità, il commento sulla replicabilità di questa modalità è l’esatto contrario: “Secondo il mio modesto parere il voto elettronico potrà essere utilizzato nuovamente in consultazioni semplici ma non per altre situazioni: mi immagino elezioni con 15 partiti, coalizioni e preferenze, potrebbe diventare tutto ingestibile. E con quello che è costato dal punto di vista economico e di tempo per la preparazione degli addetti ai lavori direi che non ne vale la pena. Il sistema è tanto semplice per l’elettore quanto insidioso per noi presidenti e scrutatori: si nascondono complicazioni pazzesche e tanti errori rispetto a quanto si prospettava, dal malfunzionamento dei tablet alle stampe non leggibili”.

E nella due giorni di lavoro di imprevisti ce ne sono stati parecchi: “Sabato è andata malaccio – continua – C’è stato un caos con le stampanti e la diagnostica continuava a dare problemi che nessuno sapeva come risolvere. Domenica mattina al primo voto è andato tutto in tilt: la stampante per la controprova cartacea non risultava ben collegata con la voting machine e abbiamo dovuto resettare tutto. Poi abbiamo rimontato e non ci sono stati più problemi: insomma, nella fase di preparazione gli sforzi sono stati immani mentre durante la giornata è filato tutto più o meno liscio”.

Il giudizio finale complessivo da presidente di seggio è quindi negativo: “Mi dispiace ma mi aspettavo che un software di questo tipo non rendesse il nostro lavoro più incasinato. Inoltre non ho capito il senso della controprova cartacea, che ovviamente ha dato lo stesso identico risultato della votazione sul touch screen e ha avuto l’unico effetto di complicare le operazioni di spoglio”.

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