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“W l’antica Repubblica di Scalve”: l’autonomia secondo il sindaco di Azzone

“Sì all’autonomia delle genti. No al dominio dei potenti": così il sindaco Piccini lancia il referendum del 22 ottobre.

“Sì all’autonomia delle genti. No al dominio dei potenti. W l’antica Repubblica di Scalve”. Questo è il messaggio lanciato dal sindaco di Azzone Pierantonio Piccini riguardo il voto referendario per l’autonomia della Regione Lombardia che si terrà domenica 22 ottobre.

Un messaggio che invita gli scalvini alla riflessione, attraverso uno slogan che richiama la storia: “Questa è chiaramente una provocazione che invita ad andare a votare – spiega il primo cittadino del paese scalvino – Con questo slogan intendiamo proporre una modalità di autonomia concreta, già presentata nei secoli all’interno di questa valle”.

Il messaggio, posto su di un cartellone di legno affisso di fronte al municipio di Azzone, richiama alla storica presenza della Repubblica di Scalve, istituzione autonoma già presente negli statuti viscontei del 1372, ribadita nel 1428 con l’annessione alla Repubblica di Venezia e mantenuta con un’ampia autonomia amministrativa fino all’arrivo in Italia di Napoleone nel 1797. Un esempio di autonomia funzionante rimasta nei secoli quello della Val di Scalve, che in occasione del quesito referendario torna alla ribalta e da’ un’opportunità per riflettere su quale tipologia autonomia si
desideri, come esprime il sindaco Piccini: “Pensate e decidete, sempre con lo spirito degli scalvini”.

Non si sa se la Lombardia riuscirà a ottenere l’autonomia dallo Stato centrale su alcune competenze, ma nel caso avvenisse, chi lo sa che non possa prendere esempio dall’antica Repubblica di Scalve.

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