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Cannabis, dalla Camera il via libera per l'uso terapeutico - BergamoNews
La novità

Cannabis, dalla Camera il via libera per l’uso terapeutico

Il testo della proposta di legge, approvato dall'aula di Montecitorio giovedì 19 ottobre con 317 voti, ora passa al Senato. Ma non prevede la legalizzazione totale della pianta

La cannabis potrà presto essere usata dalla medicina anche in Italia. Il testo della proposta di legge, approvato dall’aula di Montecitorio giovedì 19 ottobre con 317 voti, ora passa al Senato. Ma non prevede la legalizzazione totale della pianta.

In Italia alcuni usi medici della cannabis sono già consentiti per via di un decreto del ministero della Salute del 2015, ma ci sono molti limiti. In sostanza ciò che si può ottenere in farmacia, dietro prescrizione, sono preparati galenici fatti dai farmacisti che contengono un indice di THC (o delta-9-tetraidrocannabinolo, il principio attivo della cannabis) intorno al 19-22 per cento.

Inizialmente il disegno di legge prevedeva una più larga legalizzazione della cannabis, ma il testo ha subito grandi modifiche durante il suo lungo esame nelle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali. Per questa ragione, alla fine di settembre, Daniele Farina, deputato di Sinistra Italiana, si era dimesso dall’incarico di relatore della legge per la legalizzazione della cannabis per protesta.

CHE COSA DICE LA LEGGE
Il testo fissa criteri uniformi sul territorio nazionale garantendo ai pazienti equità d’accesso, promuove la ricerca scientifica sui possibili impieghi medici e sostiene lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione per semplificare l’assunzione. Ecco, in sintesi, le principali novità:
-Prescrizioni mediche. Il medico potrà prescrivere medicinali di origine vegetale a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi. La ricetta (oltre a dose, posologia e modalità di assunzione) dovrà recare la durata del singolo trattamento, che non può superare i tre mesi;
-Farmaci a carico del Ssn. i farmaci a base di cannabis prescritti dal medico per la terapia del dolore e impieghi autorizzati dal ministero della Salute saranno a carico del Servizio sanitario nazionale. Se prescritti per altri impieghi restano al di fuori del regime di rimborsabilità. Vale in ogni caso l’aliquota Iva ridotta al 5 per cento;
-Produzione. Coltivazione della cannabis, preparazione e distribuzione alle farmacie sono affidate allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Se necessario può essere autorizzata l’importazione e la coltivazione presso altri enti. Sono stanziate risorse per un milione e 700mila euro;
-Controlli. A regioni e province autonome spetta il compito di monitorare le prescrizioni, fornendo annualmente all’Istituto superiore di sanità i dati aggregati per patologia, età e sesso dei pazienti sotto terapia di cannabis, nonché quello di comunicare all’Organismo statale per la cannabis il fabbisogno necessario per l’anno successivo.
-Informazione e ricerca. Norme specifiche prevedono campagne di informazione, aggiornamento periodico dei medici e del personale sanitario impegnato nella terapia del dolore e promozione della ricerca sull’uso appropriato dei medicinali a base di cannabis.

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