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Truffe agli anziani, nel maxi blitz di Milano arrestata anche una bergamasca

La ragazza 27enne, secondo gli inquirenti, agiva nel milanese come "esattore": era lei, per il pm Targetti, che passava a ritirare i soldi truffati dall'anziana vittima

C’è anche una bergamasca tra gli arrestati nel maxi blitz di Milano che ha portato ad azzerare un’organizzazione specializzata in truffe ai danni degli anziani che operava tra Polonia e Italia.

Secondo il procuratore aggiunto che ha coordinato le indagini, Riccardo Targetti, le persone arrestate contattavano le vittime da un call center in Polonia che “chiamava sistematicamente le persone facendo credere loro che dall’altra parte della cornetta ci fosse un nipote in difficoltà”. E così le vittime si facevano convincere a consegnare soldi, in un caso addirittura ottomila euro, e gioielli a un uomo di fiducia che sarebbe passato di lì a poco a domicilio. Per essere più convincenti, i truffatori sono arrivati anche a simulare la voce del familiare al telefono che dava istruzioni su come comportarsi. Un giro di sciacalli”.

A finire in manette anche una bergamasca, M.N. di 27 anni di Trescore Balneario. Assieme a lei, tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ci sono anche D.M, nato a Termini Imerese (Palermo), 30 anni, con il ruolo di “autista” e di “palo” che, si legge nell’atto, avrebbe accompagnato “i complici agli appuntamenti con le vittime”. Stesso compito lo avrebbe avuto E.S., 28 anni, nato in Albania. Tra gli esattori elencati ci sono anche M.C., soprannominato Danuse, 28 anni nato a Orbassano (Torino) ed E.H., 22 anni, nata a Reggio Emilia.

Secondo il giudice, le truffe messe in atto “sono caratterizzate da plurimi, convergenti e qualificati contributi individuali costituiti dalla capacità di saper recitare le ‘parti’; l’elaborazione della messinscena e la recita del ‘copione’ costituiscono l’elemento principale e indefettibile delle truffe perpetrate seguendo una sceneggiatura la cui ripetizione nel tempo costituisce certezza della riuscita”.

Nelle intercettazioni rese pubbliche dalla Procura di Milano ci sarebbe un dialogo tra due arrestate: “Milano è il botto… dove fanno di più ‘ste truffe. La cara nonna! Ed è vero! Tutti li vanno!”.

 

 

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