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Multe a chi accoglie, bocciate le ordinanze antiprofughi dei sindaci: “Vanno ritirate”

La Prefettura di Bergamo invia una lettera con tanto di ultimatum ai primi cittadini del centrodestra, risposte entro il 18 ottobre. Pergreffi (Lega): "Ancora decisioni imposte dall'alto. Troveremo altre strade, ma non molliamo"

“Questa Prefettura, dopo attento esame ed acquisizione delle valutazioni dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Brescia, osserva che l’atto sindacale in parola presenta diversi profili di dubbia legittimità”. È quanto riportato nella lettera che in questi giorni la Prefettura di Bergamo ha inviato alle amministrazioni del centrodestra che avevano emanato le cosiddette “ordinanze anti-profughi”, volte a limitare la facoltà dei privati di aderire alle richieste del governo e delle prefetture stesse per l’accoglienza diffusa dei migranti. La richiesta è quella di valutare “con urgenza l’opportunità di provvedere all’annullamento dell’ordinanza”, “al fine di prevenire l’insorgere di un contenzioso e dei relativi effetti”. Il termine massimo per rispondere è stato fissato entro il giorno 18 ottobre .

Lo scorso settembre – come anticipato da Bergamonews – via Tasso aveva chiesto un parere sulle ordinanze in questione all’organo deputato alla tutela e alla rappresentanza delle pubbliche amministrazioni. Il modello dell’ordinanza è quello applicato dal primo cittadino leghista Michele Jacobelli (sindaco di Palazzago), tra i primi ad aver chiesto ai cittadini di avvisare con anticipo il Comune in caso volessero accogliere. Pena una multa che va da 2.500 a 15mila euro (leggi qui).

Nella serata di lunedì 16 ottobre, i sindaci dei Comuni che hanno ricevuto la lettera si sono riuniti per discutere l’argomento: “Ci vogliono imporre ancora decisioni calate dall’alto, ma noi non molliamo – commenta Simona Pergreffi (Lega Nord) sindaco di Azzano San Paolo -. Prendiamo atto, ma troveremo altre soluzioni. Per senso di responsabilità non ci addentriamo in ricorsi legali per non incidere sulle casse comunali. Le ordinanze sono per tutelare i nostri cittadini e fermare la speculazione sull’accoglienza. Andiamo avanti trovando altre strade”.

Qui sotto il post pubblicato sui social network – con tanto di lettera della Prefettura allegata – da Vanessa Bonaiti, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Torre Boldone. L’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Sessa (centrodestra) ritirerà l’ordinanza: “Visto che a decidere è l’Avvocatura di Stato – si legge nel post – ci vediamo costretti a malincuore a ritirare la predetta ordinanza onde non rischiare di gravare i cittadini di ulteriore spese per procedimenti legali”.

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