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Petrini: “Ogni nostra azione ha una ricaduta sulla salvaguardia del pianeta”

Una materia, come quella del cibo, che pare esser sempre più messa in discussione a causa dei costi eccessivi, ma Carlo Petrini spiega come non sia così

“Occorre lavorare ognuno individualmente per aver una ricaduta su una comunità e per salvaguardare il nostro pianeta”.

Queste sono le parole pronunciate da Carlo Petrini, presidente di Slow Food, a “Coltivare futuro”, incontro tenutosi nella chiesa di San Giorgio ad Almenno San Salvatore nel pomeriggio di sabato 14 ottobre e che ha visto la partecipazione dell’attrice Lella Costa nei panni di moderatrice. Un incontro, quello di Almenno, che è stato posto all’interno del ciclo “Molte fedi sotto lo stesso cielo” e che è stato organizzato in occasione del G7 dell’agricoltura in corso di svolgimento a Bergamo con l’intento di mostrare lo sviluppo socio – culturale e la globalizzazione sotto un altro occhio, quello della gastronomia.

“Parlare di gastronomia non significa parlare solo del cibo cucinato in televisione a tutte le ore, ma anche di agricoltura, zootecnia, storia, identità e molto altro – spiega il presidente di Slow Food –. Sento spesso e volentieri le persone considerare il cibo solo attraverso il costo che esso ha, ma il valore del cibo non è solo quello, è anche la maniera in cui viene prodotto, da chi viene prodotto e quanto possa esser utile per noi”.

Carlo Petrini

Una materia, come quella del cibo, che pare esser sempre più messa in discussione a causa dei costi eccessivi, ma Carlo Petrini spiega come non sia così : “Le carote al produttore costano 7 centesimi al chilo in Italia, il latte 30 centesimi al litro, quanto dovrebbe costare a questo punto se il prezzo è eccessivo? Le persone dovrebbero richiedere piuttosto quanta chimica si trova nei prodotti, quanto questi prodotti possano farci del male ed a quel punto valutare se conviene spendere più in cibo e meno in salute”.

Oltre all’azione diretta del cibo sulla nostra salute, esso può riportare anche altre conseguenze secondarie sull’intera umanità: “I trattati internazionali ed il mercato libero in atto oggi favoriscono solo le grandi aziende internazionali e sfavoriscono i piccoli – medi produttori presenti in tutto il mondo, creatori dell’80 % del cibo mondiale. Senza esser protezionisti, il mercato va rivisto verso un liberismo più flessibile e che possa proteggere anche queste identità fondamentali. Compito questo dei politici, che devono prendere queste decisioni al più presto”.

Carlo Petrini

Nelle scorse settimane Carlo Pedrini ha incontrato papa Francesco a Roma e lì, con il bene placito del pontefice, è nato un progetto che coinvolgerà Amatrice e molte altre zone del mondo colpite dalla forza devastante della natura : “Riprendendo gli insegnamenti radicali ed innovativi dell’enciclica “Laudato sii”, abbiamo deciso di recuperare un convento di Amatrice dove i giovani potranno avere un’istruzione ambientale permanente e dove potranno produrre prodotti agroalimentari nel nome dell’autosostegno, rispettando la natura e la terra. Da qui è partita l’idea di creare dei comitati “Laudato sii” dove poter applicare i principi dell’enciclica partendo dall’azione individuale e dalla condivisione, ma anche dove poter raccogliere fondi per il progetto amatriciano e per altri progetti simili da applicare in altre parti del mondo, in quanto gli insegnamenti di “Laudato sii” valgono per tutti”.

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