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Precari, pensioni e sanità; i sindacati: “Si modifichi la Legge di Bilancio” foto

CGIL, CISL e UIL di Bergamo in presidio per chiedere di modificare le scelte di politica economica che il Governo prevede

Parrucche bianche in testa ma, indosso, abiti da lavoro: il messaggio dei ragazzi che questa sera hanno partecipato al presidio organizzato da CGIL, CISL e UIL davanti alla Prefettura di Bergamo è chiaro. Hanno timore di dover lavorare fino ad età avanzata a causa dei cosiddetti “buchi contributivi”, cioè dei numerosi periodi che nella vita di un lavoratore precario rimangono scoperti dal punto di vista previdenziale e dunque non sono conteggiabili ai fini del raggiungimento della pensione.

Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani, garantire una sanità per tutti, rinnovare i contratti, questi i temi al centro della mobilitazione, che ha anche l’obiettivo di lanciare un segnale di unità e di combattività delle organizzazioni sindacali confederali, in vista di scelte dalle quali dipenderà il futuro del paese: così CGIL, CISL e UIL di Bergamo hanno aderito oggi alla mobilitazione nazionale (prevista per domani nel resto d’Italia, ma anticipata a Bergamo per l’imminente apertura dei lavori del G7 in città) per chiedere di modificare le scelte di politica economica che il Governo prevede nella Legge di bilancio.

Presidio sindacati

Con la perfomance dedicata ai precari, alle prese con “buchi” contributivi e pensioni sempre più irraggiungibili i sindacati hanno voluto chiedere la creazione della cosiddetta “pensione di garanzia”, cioè di un meccanismo che consenta di costruire pensioni dignitose per i giovani che svolgono lavori discontinui, per coloro che si muovono solo nel sistema contributivo, permettendo di “mettere una toppa” al “buco” di contributi previdenziali che ciascun lavoratore precario ha.

Le altre richieste dell’iniziativa CGIL, CISL, UIL:
-più risorse sia per l’occupazione giovanile sia per gli ammortizzatori sociali;
-il congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita;
-una riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura;
-l’adeguamento delle pensioni in essere;
-la piena copertura finanziaria per il rinnovo e la rapida e positiva conclusione dei contratti del pubblico impiego;
-risorse aggiuntive per la sanità ed il finanziamento adeguato per la non autosufficienza.

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